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Novità dal web

Mercati tonici rassicurati dal discorso di yellen

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 21:40

Borse & finanza

Nonostante il rally del giorno prima, le borse sono risultate toniche anche ieri, grazie alla conferma del rafforzamento dell’economia globale, giunta dal discorso del presidente della Fed americana, Janet Yellen. Piena ripresa nel 2016 e graduale riduzione del piano di acquisti, sono serviti a rassenerare gli investitori, almeno nel breve periodo, facendo passare in secondo piano le tensioni in Ucraina. Wall Street dopo una apertura in lieve calo ha recuperato, a metà seduta i tre indici segnano un rialzo di qualche decimo di percentuale. Recuperi simili anche per tutte le borse europee: Milano +0,37%, Francoforte +0,99%, Parigi +0,59%. Lieve calo per la Borsa di Tokyo con l’indice Nikkei che ha perso lo 0,15% dopo l’annuncio dell’aumento delle tasse sui consumi (dal 5% all’8%). Spread stabile a quota 161 punti.

Si spaccia per una adolescente e lo minaccia via sms per ottenere ricariche telefoncihe, 41enne condannato

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 17:40

Si è spacciato per una minorenne e ha iniziato a inviare sms dal suo telefono a un uomo, residente nell’hinterland udinese. La prima risposta non si è fatta attendere e ha così preso vita un intenso scambio di messaggi. Poi, però, ha cominciato a ricattare lo sconosciuto dicendogli che lo avrebbe denunciato se non avesse effettuato una serie di ricariche telefoniche, per l’importo complessivo di 300 euro. La vittima ha accettato – nonostante risulti che non abbia mai risposto con messaggi “sopra le righe” nè fosse accusabile di molestie – ma davanti all’ennesima richiesta ha infine sporto denuncia. Dalle indagini è poi risultato come dietro a quel numero non ci fosse una ragazzina chiamata Lara (il nome con cui si era presentato) ma il 41enne Massimo Azzarà, originario di Messina e domiciliato in provincia di Reggio Calabria. Estorsione e tentata estorsione sono i reati per cui stamattina il giudice monocratico del tribunale di Udine, Mariarosa Persico, lo ha condannato a 3 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione, come richiesto in aula dal pm onorario Giovanna Schirra.

Gli episodi cardine della vicenda, come contestato dal pm Lucia Terzariol, si sono verificati nel corso di febbraio 2010. Dopo aver intrattenuto uno scambio di sms con la vittima – come detto spacciandosi per un’adolescente – il 16 febbraio ha chiesto una ricarica. Inizialmente il friulano si è rifiutato, allora il 41enne gli ha scritto: “Ti denuncio alla polizia postale per molestie”, ottenendo subito una ricarica da 100 euro. Qualche giorno dopo, il 21 febbraio, ha continuato a minacciarlo via sms: “Sono stata dalla polizia di Padova a fare un inizio di denuncia nei tuoi confronti per molestie. Domani mi aspettano per completarla”, “ricordati che sono minorenne” e ancora “se vuoi che sparisco e non faccio alcuna denuncia fammi una ricarica da 200 euro”. Dopo questa serie di messaggi intimidatori, il friulano terrorizzato ha effettuato altre quattro ricariche per l’ammontare richiesto.

Visti i risultati conseguiti, agli inizi di marzo 2010 ci ha riprovato. Ha inviato un altro sms all’uomo: “Ho bisogno di una ricarica, fammela subito, rispondi, ti conviene” non ricevendo però risposta. Si è rifatto vivo scrivedogli “non mi rispondi più. Ok pervertito. So cosa fare. Spero che hai sentito in questi giorni quanti stalking sono successi” ma questa volta le minacce non sono servite, anzi, hanno spinto finalmente la vittima a rivolgersi ai carabinieri per sporgere denuncia.

Ossigeno al lavoro giovanile, ma Serracchiani avverte: “Le risorse siano fuori dal Patto di Stabilità”

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 06:09

Ammonta complessivamente a  40 milioni di euro la cifra con cui risollevare le sorti dell’occupazione in Friuli Venezia Giulia. Di questi, 19,3 milioni di euro sono stanziati dal Governo all’interno del progetto comunitario  “Garanzia Giovani”, mentre altri 19,1 milioni di euro sono messi in campo dalla Regione.  Ma è necessario che la quota di cofinanziamento nazionale sia esclusa dal Patto di Stabilità regionale.La richiesta è stata avanzata proprio ieri a Roma, in occasione di un confronto con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali all’interno della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Le azioni previste dal progetto Garanzia Giovani sono infatti gestite direttamente dalle singole Regioni, con il Friuli Venezia Giulia che ha ottenuto il ruolo di apripista. Ma l’attuazione del progetto  avrebbe un impatto significativo sul Patto di stabilità regionale. E nelle politiche a sostegno del lavoro, la scommessa dell’esecutivo regionale è su strat up, imprenditoria giovanile e femminile. Senza dimenticare il ruolo svolto dalle cooperative: secondo l’assssore regionale Loredana Panariti, intervenuta all’assemblea di Federlavoro Fvg-Confcooperative Fvg, tenutasi a Palmanova «la cooperazione è un interlocutore serio e affidabile, verso cui la Regione mantiene un’attenzione alta».  E sempre la Regione, ha ricordato, «ha messo a disposizione, per la formazione e il lavoro, ulteriori 19,1 mln di euro. A questi, cercheremo di aggiungere fondi di garanzia per sostenere le nuove imprese e lavoreremo per favorire, in tutti i modi, le start up». La riconfermata all’unanimità presidente di Federlavopro Fvg, Patrizia Fantin, ha evidenziato come «la salvaguardia dell’occupazione sia stato, in questi anni, il modo con cui la cooperazione ha affrontato la crisi  – ha precisato Fantin –. Oggi guardiamo avanti e la priorità va alla creazione di nuova cooperazione, in particolare in quei nuovi vivai che prevedono cooperative che operino nelle energie da fonti rinnovabili, cooperative di professionisti e di mestieri intellettuali, cooperative per servizi innovativi alle imprese e alle persone». Le cooperative di lavoro e servizi del Fvg valgono oltre 180 milioni di euro e coinvolgono più di 6.500 addetti, con 207 imprese attive, per 4.400 soci coinvolti.

Servizio sanitario regionale, medici preoccupati

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 05:11

«Preoccupazione per la situazione del Servizio Sanitario Regionale, anche alla luce del recente e imponente taglio subito dal Bilancio». É quanto esprime il Sindacato Medici Italiani del Fvg in una nota emessa al termine del congresso regionale, in cui il Smi ritiene «sempre più importante battersi per la stabilizzazione dei posti di lavoro partendo da una riduzione dei carichi individuali, difendere le poche garanzie esistenti, prendendo spunto dai vantaggi ottenuti dal contratto della Specialistica Ambulatoriale».La rifondazione della Sanità Territoriale «dovrà tener conto nelle nostre realtà locali delle vere necessità del sistema e della disomogeneità territoriale. Punto cruciale, non ancora adeguatamente colto dalla politica regionale e nazionale, è quello della crescente necessità, che diventa domanda politica, di assistenza e cura domiciliari, di avvicinare i Servizi al letto di pazienti sempre più anziani, fragili, generalmente non autosufficienti».

E in fatto di salute il Friuli Venezia Giulia è la Regione che presenta il tasso minore di ospedalizzazione per malattie cerebrovascolari come l’ictus. Nel 2012 per i maschi il tasso è di 520,5 per 100 mila, 408,8 per le donne.

Il dato emerge dall’undicesima  edizione del Rapporto Osservasalute 2013, pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Tra i nuovi indicatori proposti, per l’indice di vecchiaia il Friuli Venezia Giulia presenta un valore di 190%, a fronte di un valore medio nazionale di 148,7%.

Europee, giochi fatti, depositate le liste

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 05:04

Si chiude la partita elezioni europee per il Nordest. Sono in tutto 15 le liste depositate presso la corte d’appello di Venezia per le prossime elezioni del 25 maggio. Scadeva ieri, infatti, il termine ultimo per la presentazione delle candidature e non sono mancati i “last minute” Tra le prime a prepararsi all’appuntamento con Bruxelles, la senatrice Isabella De Monte, sindaco di Pontebba, è il pezzo forte del Pd per il Fvg, dietro alla capolista democratica per il Nordest Alessandra Moretti. Forza Italia, che ha per capolista Elisabetta Gardini, conferma per il Fvg la parlamentare forzista Sandra Savino per la quale si profila un duello con l’ex sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, candidato con il Nuovo Centrodestra. Tra le sorprese di Fi nella circoscrizione Nordest compare invece il leader dell’Esercito di Silvio Simone Furlan.  La Lega Nord, che ha come capolista Matteo Salvini schiera in Fvg Aurelia Bubisutti, e Stefano Turchet, sindaco di Porcia. L’unico del Fvg per il Movimento 5 Stelle resta invece Marco Zullo, il più votato dalla rete di Beppe Grillo. Tra le altre , nella lista di sinistra Tsipras ci sono Annalisa Comuzzi, udinese e Assunta Signorelli triestina. Tra i Comunisti  il monfalconese Alessandro Perrone, mentre per l’Idv c’è Francesca Zennaro. Curiosità: tra quelle arrivate in Corte d’Appello a Venezia anche Movimento Bunga-Bunga, ma senza le firme di sostegno previste.

Contributi alle aree svantaggiate, Fvg penalizzato

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 04:12

Sono «profondamente cambiati» il quadro normativo e le condizioni di accesso alle deroghe per aiuti di Stato a finalità regionale per le aree svantaggiate. Ci tiene a chiarire la tematica l’assessore regionale alle Finanze, Francesco Peroni, riferendosi a un’interrogazone del vicecapogruppo consiliare di Fi, Rodolfo Ziberna.Più precisamente, le regole stabilite per il periodo 2014-2020 dalla Commissione europea per la definizione delle cosiddette “aree 107.3 c”, hanno privilegiato per il 90% le province del Centro Nord che risultavano in possesso di Pil inferiore e disoccupazione superiore alla soglia di svantaggio stabilita a livello europeo. Poichè le province del Friuli Venezia Giulia rientravano nel restante 10%, «il risultato di 108 mila abitanti si rivela particolarmente significativo ove solo si consideri che il 10%  della popolazione italiana equivale a 304.232 abitanti. Dunque, nonostante i destinatari potenziali fossero ben 47 province, il risultato del negoziato condotto dall’Amministrazione regionale ha consentito alle province del Fvg di assicurarsi benefici pari a un terzo di quelli complessivamente disponibili per le aree non in sofferenza». Per Peroni, «le obiezioni mosse dal consigliere regionale sono frutto di un grave travisamento dei fatti. Infatti, per effetto delle nuove regole stabilite dalla Commissione europea, la Regione si è trovata del tutto priva di quei requisiti che, nel precedente periodo 2007-2013, le erano valsi una ben più sensibile assegnazione di quote passibili di deroga».

Al via i lavori nelle scuole, cantieri pronti a partire in tutto il Fvg

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 04:06

Boccata d’ossigeno per l’edilizia scolastica: i soldi per gli 11 interventi di manutenzione di altrettanti edifici sul territorio del Friuli Venezia Giulia ci sono, grazie ai 3,5 miliardi destinati l’anno scorso dal Governo nel Decreto del Fare. Ma serve una struttura di filtro regionale che esamini e faccia da tramite tra tra le richieste degli enti locali e Roma: lo chiede la presidente del Fvg, Debora Serracchiani, che ieri ha incontrato a Roma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. 

Anche perché il Fvg, che è pronto ad aprire i cantieri di riqualificazione in 11 plessi scolastici, è stato tra le prime amministrazioni a rispettare i tempi fissati dal Governo nazionale nel presentare i relativi progetti, ha ribadito la presidente. La cosiddetta unità di missione, la cabina di regia per l’edilizia scolastica creata dal Governo con il pacchetto di interventi varato dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 marzo, ha già iniziato il suo lavoro di mappatura sulle domande presentate dagli enti locali. La struttura intermedia proposta da Serracchaini servirebbe dunque per filtrare e coordinare tutte le richieste che giungono dal territorio. Idea che però fa già storcere il naso al presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, secondo cui la struttura sarebbe un’ulteriore «perdita di tempo»: «Servono risposte veloci sulle risorse da poter investire e quindi sui cantieri da attivare, ulteriori sovrastrutture dilateranno i tempi. Serracchiani si metta d’accordo con Renzi» punge Fontanini nell’esortare riscontri più tempestivi sulle disponibilità delle risorse, alla luce della necessità degli interventi nelle scuole del territorio e dell’urgenza di immettere liquidità nel circuito economico.

«Il Governo ha varato il Piano Scuola da 3,5 miliardi di euro e il presidente Renzi ha anche affermato di voler escludere l’edilizia scolastica dal Patto di Stabilità. Due annunci che abbiamo accolto con soddisfazione – ricorda Fontanini – ma siamo ancora in attesa di comunicazioni ufficiali e concrete», aggiunge il presidente che, al riguardo, riformula la proposta di ripartire il budget tra le pubbliche amministrazioni in base alla popolazione scolastica che utilizza gli spazi.

Sulla suddivisione delle risorse, «il caso Fvg – precisa Fontanini – dovrà essere esaminato considerando l’elevata sismicità: i nostri enti locali dovranno beneficiare di risorse maggiori». «La Provincia di Udine – ricorda – ha già definito gli interventi cantierabili e la comunicazione è già stata inviata al Governo. Il piano include una trentina di progetti per un investimento complessivo di 14 milioni di euro. Escludere l’edilizia scolastica dal Patto e poter contare su una maggior disponibilità di spazi finanziari – rimarca Fontanini – ci consentirebbe quindi di far ripartire una consistente tranche di lavori con progetti in fase esecutiva e relativa copertura finanziaria, ovvero risorse disponibili ma non utilizzabili a causa dei vincoli alla spesa».

Non solo, perché per il presidente dell’ente intermedio udinese, il capitolo edilizia scolastica che «da tempo stiamo chiedendo di svincolare dal Patto di Stabilità», consentirebbe di intervenire nelle scuole «per garantire alla popolazione scolastica ambienti sicuri e consoni alle esigenze e anche di completare l’iter progettuale necessario a utilizzare i finanziamenti già concessi visto che si amplierebbero gli spazi di manovra» conclude.

Parrucchieri. Il Comune apre l’affitto delle postazioni di lavoro

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 03:15

Prossimamente i saloni di acconciatura e i centri estetici cittadini potranno affittare postazioni di lavoro, poltrone e cabine ad altri operatori per l’esercizio autonomo delle attività di acconciatore o estetista. Il Comune di Udine, di concerto con Confartigianato e Cna, ha deciso infatti di introdurre in via sperimentale la possibilità per parrucchieri e professionisti nella cura della persona di concedere in affitto le proprie postazioni. Prassi piuttosto diffusa negli Stati Uniti e in molti Paesi europei, ma mai sperimentata in regione. La possibilità di affittare poltrone e cabine ad altri colleghi ha ricevuto il via libera anche da ministero e Regione. Al termine di questa fase sperimentale i risultati saranno analizzati e si potrà procedere a un miglioramento o a un aggiornamento dell’intesa.

«È un’iniziativa che punta a dare aiuto concreto a quelle realtà che per dimensioni e situazione di mercato oggi si trovano in difficoltà. – ha spiegato l’assessore al Commercio, Alessandro Venanzi – Un’idea che testimonia l’attenzione e l’impegno che l’amministrazione comunale sta mettendo per far ripartire l’economia in un momento caratterizzato da limitate risorse».

Secondo Mauro Damiani e Loredana Ponta, rispettivamente presidente della zona di Udine di Confartigianato e responsabile provinciale di categoria per l’associazione artigiani, l’istituto dell’affitto delle postazioni di lavoro, nell’attuale delicata situazione economica, offre l’opportunità di ridurre il lavoro abusivo, favorendo la cultura del rispetto delle regole da parte di chi non ha risorse economiche per creare una propria impresa. Dall’altra costituisce un’ottima occasione per promuovere il sistema della “micro rete d’impresa” nei servizi alla persona, favorendo quella sana intraprendenza e leale concorrenza tra operatori delle stesso settore, per tutelare maggiormente i clienti. Una posizione condivisa anche da Cna, ente da sempre estremamente attento alla tutela dei propri associati e del mondo artigiano, comparto in grave sofferenza.

Lotta ai treni, un passo avanti si scioglie il nodo ferroviario di Udine

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 03:13

Ieri la posa tra il Posto movimento Vat e Bivio Cividale dei primi nuovi binari. Stanziati dal Governo 10 milioni per la prima tranche dell’intervento. I complessivi 60 per il completamento dell’opera garantiti da Lupi

di Blu

Eureka!Esulti il comitato contro i treni in città. A dimostrazione che la perseveranza premia, infatti, un primo importante passo è stato fatto verso la soluzione di un problema da anni considerato prioritario in città e cioè il nodo ferroviario di Udine. Ieri, infatti, è iniziata la posa tra il Posto movimento Vat e Bivio Cividale dei primi nuovi binari.

Per porre rimedio al così detto “collo di bottiglia” sul Corridoio Baltico Adriatico che tanti disagi ha portato nella parte Est di Udine, è stato necessario un primo stanziamento nel “decreto del Fare” per un totale di 10 milioni di euro; stanziamento arrivato in tempi record grazie all’insistenza della Regione che è riuscita così ad accordarsi con Rfi-Rete ferroviaria italiana al fine di concretizzare un’opera attesa da tempi giurassici. Ecco che l’assessore regionale ai Trasporti, Mariagrazia Santoro, presente all’inaugurazione dei lavori, verificando il ritmo serrato di posa, 700 metri al giorno di armamento, si è lanciata in un’entusiastica previsione: il completamento dell’opera in tempi altrettanto record. Ma è bene non dire gatto fino a che non ce l’hai nel sacco: ricordiamo che l’intero riassetto del nodo sarà completato solo quando saranno confermati dal Governo i 60 milioni di euro necessari. Gruzzoletto che, a quanto pare, è stato garantito dal ministro ai Trasporti, Maurizio Lupi in persona. Nell’attesa del grande sogno udinese, ecco il risultato che ora ci si attende: la linea di circonvallazione di Udine avrà 3 chilometri in più di nuovi binari consentendo finalmente la tanto agognata deviazione di buona parte dei treni merci sulla circonvallazione esterna, evitando così il passaggio dei convogli diretti al valico di Tarvisio tra Udine centrale e Vat e permettendo un minore impatto visivo e acustico nel tessuto urbano interessato dai tracciati. Al termine della fase di posa del nuovo binario tra P.M. Vat e Bivio Cividale, infine, e di inserimento di una comunicazione e di un deviatoio sulla radice lato Udine, di adeguamento degli impianti di trazione elettrica, di segnalamento e degli apparati di cabina, di piazzale e di gestione in sicurezza della marcia dei treni, potrà partire la fase che consentirà il completo spostamento dei treni merci. Si tratterà di interventi di modifica del bivio Cividale e di semplificazione dei binari merci ma, soprattutto, di operazioni “software”, ovvero di centralizzazione del collegamento Udine Centrale/Udine Parco che ad oggi lavorano come due stazioni separate.

Soddisfatto, naturalmente, il sindaco, Furio Honsell, da sempre in prima linea nella lotta ai binari. Ringraziamenti da parte del Comune e della Regione anche al direttore territoriale produzione Fvg di Rfi, Carlo De Giuseppe.

 

 

Un parcheggio ormai indigesto a tutti o “quasi”

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 03:10

Non si placano le polemiche sull’opera di Ssm. 64 pagine di relazione scritta dall’ex Rup Fantini cercano di fare chiarezza sulla sua posizione. Echi polemici sulla Commissione a porte chiuse. Berti (Pdl): «Mi meraviglio di Sel»

di Lucia Burello

Ben 64 pagine di relazione. Si presentano così le argomentazioni dell’ex Responsabile Unico del Procedimento (Rup) del Park di Piazza Primo Maggio, Luigi Fantini, l’ingegnere e dirigente comunale “suggerito” dal sindaco Honsell alla Società Sistema Sosta e Mobilità, e recentemente sollevato dal suo incarico dal Cda di quest’ultima. 64 pagine su temi più o meno scottanti, generali, particolari, di merito o demerito che Fantini si è «sentito in obbligo morale di inviare ai componenti della Commissione Territorio ambiente» avvenuta l’altra sera a porte blindatissime su imposizione della Maggioranza. Commissione fortemente voluta dal centrodestra in Consiglio proprio per la discussione del caso Park, ma convocata dal presidente Enrico D’Este senza, a quanto si dice, l’invito all’ex Rup. E qui la prima stranezza.

Ma andando al succo della vicenda, stando a quanto scrive Fantini i motivi di sfiducia che la Ssm Spa ha indicato per sollevarlo dal suo incarico sarebbero, in primis, la denuncia alla Procura della Repubblica direzione tecnica regionale, con riferimento alla dimensione dei pali della berlinese. Denuncia, questa, secondo alcune voci del tutto pretestuosa e partita da una inezia: pochi centimetri della distanza dei ferri interni dalla superficie del calcestruzzo, ma sulla quale il Fantini si era piccato.

In ogni caso fu un esposto che secondo Ssm era «in contrasto con quanto dichiarato per iscritto dal direttore dei lavori, dal collaudatore delle strutture e dal collaudatore amministrativo, che confermarono la conformità della berlinese al progetto strutturale approvato dall’organismo tecnico regionale».

«Lei non si è limitato a fare alla Procura una denuncia – scrive Businello a Fantini – ma ha aggiunto che era necessario il sequestro del cantiere». Insomma, un comportamento decisamente inaccettabile per il presidente di Sosta e Mobilità, dal momento che il Rup «opera su incarico della Ssm e nell’interesse della Ssm». Ma le cause ufficiali della rottura non finiscono qua: si denunciano cattivi rapporti di lavoro; il caratteraccio dell’ingegnere è noto e noti sono gli scontri non soltanto con il Cda della ditta appaltante, ma anche con il direttore dei lavori in cantiere. Ciliegina sulla torta, decisamente indigesta per Businello, la proposta del Rup di applicazione delle penali all’impresa appaltatrice, la Vidoni, proposta di recessione incarico direzione lavori e richiesta di autorizzazione paesaggistica.

Insomma: inutile dire che sulla storia di questo appalto cittadino, incombono ombre e misteri. A partire dalla stranezza di una società come Ssm, “in house” del Comune nata per la gestione dei parcometri in città, ma che improvvisamente si trova nelle possibilità di poter diventare la società appaltante di un progetto edilizio così importante. E un Responsabile Unico di cantiere preso “in prestito” dal Comune previo “accorato” consiglio del sindaco che, come ha pubblicamente dichiarato, mai ha mancato di tesserne le lodi.

Ma di tempo per discutere sulla questione ce ne sarà sicuramente parecchio.

Veniamo ora agli echi della commissione dell’altra sera e, in particolare, a quelli che ne deplorano la segretezza.

«È veramente scandaloso – commenta infatti Enrico Berti, capogruppo Pdl in Consiglio – che si invochi il regolamento quale scusa per non rendere fruibile e trasparente la discussione sui problematici lavori del park di piazza Primo Maggio. Non si tratta di bruscolini – cita il memorabile Frassica il pidiellino – ma di oltre 11 milioni di euro; soldi pubblici!. Con che faccia – si domanda Berti – rispondiamo ai cittadini se non rendiamo trasparente ogni atto, anche di dissidio e difficoltà che tale opera genera? Mi meraviglio che anche Sinistra e Libertà su questo si allinei alla visione “filtrata” del Pd locale che preferisce tener fuori dalla vicenda la stampa». Secondo Berti, dunque, sono ormai tutti in difesa «del “buco” anche a costo di minare la democrazia tanto invocata da Honsell. Qualcosa sta andando storto su quest’opera – conclude Berti – ma il regime impone addirittura il silenzio!».

«Per quanto ci riguarda – rincara la dose il consigliere Maurizio Vuerli (Pdl) – il Consiglio di Amministrazione della Ssm dev’essere sollevato. Anzi, in questi tempi di crisi il Comune dovrebbe cancellare la stessa Spa contando soltanto sulle sue risorse interne».

 

Servizi militari, presto un protocollo d’intesa per riqualificare Tolmezzo

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 03:07

Sarà presto siglato il protocollo d’intesa per il coordinamento comune delle attività militari presenti nei territori. La presidente della Regione Debora Serracchiani ha incontrato ieri a Roma, nella sede del Dicastero della Difesa, il ministro Roberta Pinotti, assieme ai presidenti della Regione Puglia Nichi Vendola e della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, per i colloqui preliminari alla seconda Conferenza nazionale delle Servitù militari. A 33 anni dall’ultima Conferenza, il Ministero della Difesa si è impegnato a convocare una nuova assise, dedicata all’individuazione degli strumenti più idonei di condivisione e collaborazione con gli Enti locali, al fine di avvicinare le servitù militari alle esigenze del territorio e di creare opportunità di sviluppo. In tale occasione sarà firmato un protocollo d’intesa.

Uno specifico documento indicherà le principali linee di azione e il cronoprogramma per la formalizzazione delle attività regionali. Il Fvg ha svolto un ruolo di capofila, in quanto il suo Protocollo d’intesa è stato elaborato congiuntamente dai tecnici del Ministero della Difesa e della Regione. Durante l’incontro la presidente ha ricordato che l’iter è concluso e che sono stati individuati i progetti idonei all’intesa tra cui il recupero di Palazzo Linussio a Tolmezzo. L’intervento in Carnia è stato definito prioritario visto che il territorio ha già subito il trasferimento del Reggimento artiglieria e la soppressione del Tribunale.

Cresce l’export del Triveneto tirano i distretti veneti e friulani

IlQuotidianoFVG - Gio, 04/17/2014 - 01:09

Il rapporto sulle esportazioni del Nordest nel 2013 di Intesa Sanpaolo

Nel 2013 le esportazioni dei distretti triveneti sono cresciute del 4,4%. I distretti friulani, in particolare, hanno confermato un deciso trend di crescita, chiudendo il 2013 con un progresso del 3%. I distretti veneti nel 2013 hanno registrato un aumento delle esportazioni pari al 4,8%. Su 23 distretti sono 19 quelli che hanno segno positivo. Anche nel Trentino Alto Adige, l’export dei distretti è aumentato del 4,8%, in linea con la media distrettuale italiana (+4,5%). Sono le cifre delineate dal rapporto a dicembre 2013 sui distretti industriali del Triveneto elaborato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. La Cgia di Mestre segnala un preoccupante rischio deflazione in Veneto e Friuli Venezia Giulia.
i distretti fvg. Nel quarto trimestre del 2013 l’export dei distretti del Friuli-Venezia Giulia ha continuato a crescere a tassi sostenuti (+8,8%), confermando i segnali di recupero emersi tra luglio e settembre, dopo una lunga fase di caduta dell’export.
Questa inversione di tendenza è interamente merito della componentistica e termoelettromeccanica friulana che ha mostrato segnali di recupero in alcuni primari mercati di sbocco come Germania, Cina e Stati Uniti, a cui si è aggiunto il contributo di Turchia, Malesia e, soprattutto, Panama. Hanno poi chiuso il 2013 con una crescita sostenuta gli elettrodomestici di Pordenone, i coltelli e forbici di Maniago e il prosciutto di San Daniele.
Non accenna a migliorare, invece, la situazione dei distretti del mobile di Pordenone, dei vini del Friuli e delle sedie e tavoli di Manzano. Tutti ancora in calo sia sul fronte della domanda interna che di quella esterna.
deflazione. Secondo quanto emerge dall’ultima rilevazione fatta dalla Cgia di Mestre, riferita al mese di marzo, il Fvg e il Lazio sono o a un passo dalla deflazione (calo dei prezzi al consumo), sinora l’unica regione dove questo fenomeno si è verificato è il vicino Veneto, sede della associazione artigiana che conferma: «Il processo sembra ormai inarrestabile anche nel resto del Paese, visto che il dato medio nazionale si è attestato al +0,4%. La contrazione dei consumi delle famiglie italiane e il raffreddamento dei prezzi dei prodotti e dei servizi hanno ormai raggiunto livelli allarmanti». Il calo dei prezzi è dovuto principalmente alla continua riduzione della domanda interna e rischia di innescare una spirale negativa con ulteriore riduzione della propensione ai consumi per le famiglie e agli investimenti delle imprese. L’effetto combinato di sfiducia e calo dei consumi diventerebbe un serio ostacolo al rilancio dell’economia.  g.s.

@premiomarzotto: 1 milione di euro per i nuovi imprenditori

Contributi FVG - Mer, 04/16/2014 - 23:04
Nuova edizione del prestigioso Premio Marzotto che mette a disposizione 1 milione di euro su diverse linee: 1) Premio dall'Idea all'impresa  2) Premio Unicredit StartLab  3) Premio per l'Impresa Per essere qualificabili per la competizione, il progetto imprenditoriale presentato deve avere i seguenti requisiti: - Essere innovativo - Essere originale - Essere finanziariamente sostenibile e in grado di generare ritorni economici - Avere un impatto sociale positivo sul territorio...

Le scarpe di marca sciopero dei cinesi

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 22:13

I lavoratori cinesi della Yue Yuen che produce le scarpe per Nike, Adidas, Puma e Asics hanno incrociato le braccia per il terzo giorno consecutivo. Gli operai hanno interrotto l’intera produzione e chiedono un aumento dello stipendio del 30% e migliori benefit. Il numero degli scioperanti aumenta continuamente, secondo alcune stime sarebbero 30 mila. Questo sciopero per migliori stipendi è l’ennesimo di una lunga serie in Cina dall’inizio dell’anno. Visto il prolungarsi dello stato di agitazione e del relativo blocco della produzione, Adidas e Nike iniziano a mostrare segni di insofferenza. Negli impianti della Yue Yuen lavorano complessivamente 40 mila addetti. La società è in parte di proprietà taiwanese e minaccia licenziamenti in blocco se gli scioperi dovessero continuare. Secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda, questa si sarebbe impegnata a varare le misure di welfare entro il prossimo anno, ma l’offerta non è stata giudicata sufficiente dai lavoratori con il conseguente avvio degli scioperi.
Per ora Nike e Asics non stanno subendo alcun contraccolpo in Borsa, mentre sono scattate le vendite sui titoli Puma e Adidas.

Obbligo del Made in soddisfatto Squinzi

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 22:13

Voto favorevole del parlamento Ue

Con 485 voti a favore, 130 contrari e 27 astensioni, la plenaria del Parlamento europeo ha chiesto a Strasburgo che sia resa obbligatoria l’indicazione del “Made in” per i prodotti non alimentari venduti sul mercato comunitario. Il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, ha plaudito: «Rappresenta una vittoria straordinaria – ha spiegato – perché il sistema manifatturiero potrà trarre beneficio da questo voto». Il numero uno degli industriali ha sottolineato  che: «Il percorso non è ancora concluso. Ora serve l’adozione da parte della Commissione Europea, che non è scontata». L’obiettivo delle etichette “Made in” è di migliorare la tracciabilità delle merci e di rafforzare la tutela dei consumatori.
A oggi, circa il 10% dei beni presi in esame dal sistema Ue di allerta rapido Rapex per i prodotti non alimentari non è riconducibile al produttore. Le nuove norme mirano a una maggiore protezione dei consumatori attraverso il rafforzamento della sorveglianza e dei criteri di sicurezza dei prodotti. L’Europarlamento ha inoltre chiesto pene più severe per le imprese che non rispettano le norme di sicurezza e vendono prodotti potenzialmente pericolosi.

Sgravio fiscale dell’Irpef “magro” per i più poveri

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 22:12

Il provvedimento è stato inserito nel Documento economico

È ufficiale, lo sgravio dell’Irpef (80 euro in busta paga) è stato scritto sul Def, ma si moltiplicano rumors e polemiche sulle coperture e sulla reale efficacia del provvedimento.
istat. Gli esperti dell’Istituto di statistica hanno ipotizzato di spalmare il beneficio di 10 miliardi complessivi annunciato da Renzi su una platea composta dalle classi di reddito fino a 25 mila euro lordi annui, con un aumento lineare delle detrazioni che si sommi a quello voluto da Letta. Una ipotesi che potrebbe anche essere smentita dai fatti. Dividendo le famiglie in cinque gruppi, dalle più povere alle più ricche e considerando il numero del nucleo familiare, risulta che solo il 9,5% della spesa totale viene erogata alle famiglie appartenenti al quinto di reddito più povero. «Più della metà della spesa totale – prosegue l’Istat – viene assegnata a individui in famiglie con redditi equivalenti medi e medio-alti». Secondo i calcoli degli economisti, gli effetti sulla ridistribuzione del reddito sarebbero limitati, tra gli aspetti positivi, una significativa riduzione della percentuale di individui a rischio di povertà relativa. Il maggior beneficio andrebbe a coloro che risiedono nel Sud.
Risulterebbe significativa, ai fini di una maggiore eguaglianza economica, l’estensione del beneficio agli incapienti, cioè a coloro che dichiarano un guadagno così basso (meno di 8 mila euro) da essere esenti da tasse. Una platea di 4 milioni di italiani, “esentati” anche da qualsiasi maggiorazione in busta paga.
canone rai. Secondo indiscrezioni, risulta che uno dei provvedimenti allo studio per recuperare risorse consisterebbe nel pagare il canone rai in base al consumo di elettricità, a prescindere dal possesso di un televisore. Uno specifico provvedimento per il recupero dell’evasione del canone, infatti, sembra allo studio. Al momento Palazzo Chigi smentisce, ma i potenziali recuperi sembrano allettanti: si stima 600 milioni potenziali, di cui la metà attendibili, da suddividere in parti uguali Rai e… Tesoro. G.S.

La filiera del legno

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 22:11

Confindustria e i sindacati coesi in ballo il futuro della montagna

«Servono iniziative concrete con obiettivi mirati per dare impulso e sviluppo alla montagna friulana». È quanto emerso a Tolmezzo, in un incontro tenutosi presso la Delegazione di Confindustria Udine, tra imprenditori e sindacati chiamati a fare il punto sullo stato dell’arte del progetto di filiera bosco-legno. Vittorio Di Marco, capo della Delegazione di Tolmezzo, e i segretari provinciali Alessandro Forabosco (Cgil), Franco Colautti (Cisl Alto Friuli) e Ferdinando Ceschia (Uil), hanno ribadito la necessità di rendere concrete le azioni contenute nel progetto di valorizzazione del bosco-legno della montagna friulana.
«Siamo convinti  – sottolinea Di Marco – dell’importanza di sensibilizzare la Regione sulle problematiche che presenta la nostra zona , per contro  ci dobbiamo impegnare a lavorare in rete per restare competitivi sul mercato superando i limiti dimensionali delle aziende». I segretari provinciali Alessandro Forabosco (Cgil), Franco Colautti (Cisl Alto Friuli) e Ferdinando Ceschia (Uil), hanno valutato positivamente il progetto di filiera bosco legno, auspicando che questa condivisione di intenti possa rappresentare un punto di partenza per affrontare tutte le altre problematiche socio-economiche della montagna regionale.

Il ruolo delle banche

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 22:11

l’analisi del contributo del sistema creditizio per uscire da questa crisi

I vertici della Banca Popolare
di Cividale e della Cassa di Risparmio del Fvg sono stati chiamati in audizione alla I Commissione consiliare sul contributo che il sistema creditizio può dare per il superamento della crisi.
Perentorio il commento del presidente della Banca di Cividale, Lorenzo Pelizzo: «La crisi è destinata a durare e non si tornerà più al benessere di una volta». Tre le forme di sostegno: Confidi, garanzia pubblica e sospensione della quota capitale dei mutui.
Il presidente di CariFvg, Giuseppe Morandini, ha illustrato gli accordi fatti con le categorie imprenditoriali a sostegno del credito verso le aziende, ma anche privati e famiglie e, infine, il microcredito e terzo settore.
Esiste una parte di società che, seppure esclusa dalla crisi, non spende, la crescita dell’export induce ad essere moderatamente ottimisti.

Offrono cocaina a una prostituta e poi la rapinano, due denunciati

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 20:57

Le hanno offerto cocaina e alcolici. Quando la situazione si è “scaldata”, le sono saltati addosso, colpendola e minacciandola per farsi consegnare i monili d’oro che aveva addosso e 150 euro in contanti. I carabinieri della stazione di Udine est hanno identificato e denunciato i responsabili della violenta rapina subita lunedì scorso da una prostituta di 44 anni. Si tratta di un italiano di 32 anni, V.P., e di A.K., cittadino straniero di 22, entrambi residenti a Udine.

Stando a quanto ricostruito dai militari nel corso delle indagini, nella tarda serata di lunedì i due hanno attirato la donna nell’appartamento del giovane, nella zona di Udine est, per consumare insieme un po’ di cocaina e bere qualche drink. Lei avrebbe accettato e, una volta in casa, le avrebbero offerto qualche “riga” e dei superalcolici. Trascorso un po’ di tempo, però, i due avrebbero rivelato le loro vere intenzioni. L’avrebbero percossa costringendola a consegnare quanto in suo possesso, come detto, alcuni preziosi e la somma in contanti. Dopo aver subito la rapina, la 44enne sarebbe riuscita a scappare giù per le scale e ad allontanarsi dal condomino. Quindi ha chiamato il 112. I carabinieri sono intervenuti sul posto e hanno ascoltato il racconto della donna. Dopodichè i militari di Udine est hanno avviato gli accertamenti necessari per verificare l’attendibilità di quanto accaduto. Terminata la prima fase delle indagini, quindi, sono scattate le due denunce per le ipotesi di rapina e lesioni.

Non versava i soldi dei clienti, chiesto il rinvio a giudizio per il notaio Conte

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 19:46

Somme ricevute dai clienti per pagare le imposte catastali e mai versate all’erario, per un importo totale di oltre 500mila euro. Sarebbero più di 310 le persone offese. Oggi la procura della Repubblica di Udine ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del notaio Fabio Conte, 50 anni, uno dei primi dieci contribuenti di Udine negli ultimi cinque anni. Gli vengono contestati i reati di peculato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e omesso versamento delle imposte sul valore aggiunto. Quest’ultima ipotesi è riferita alla dichiarazione Iva 2011, che sarebbe stata presentata regolarmente senza però corrispondere l’importo di 82.525 euro.

Le indagini della guardia di finanza di Udine sono partite lo scorso luglio da una segnalazione dell’agenzia delle entrate. Nel corso degli accertamenti, è emerso come da maggio 2012 si siano verificati diversi ritardati pagamenti delle imposte di registro e ipo-catastali da parte del notaio (sostituto d’imposta) con i soldi ricevuti regolarmente dai clienti. Successivamente, Conte avrebbe versato gli importi più modesti e omesso quelli più elevati. L’accusa principale, quella di peculato, è scaturita dalla contestazione di 34 episodi registrati nel 2012 e 127 nel 2013, in cui avrebbe tenuto per sè le somme versate dai clienti per il pagamento delle imposte (a cui avrebbe dovuto provvedere entro 30 giorni). Si sarebbe così appropriato dei tributi destinati all’erario: circa 234.990 euro nel 2012 e 268mila nel 2013. A questi si aggiungono i tributi dovuti all’agenzia del territorio: 2.440 euro nel 2012 e 8.370 nel 2013. Per ciascuno di questi episodi avrebbe annotato la somma come “pagata”, contrariamente alla realtà. Fatti da cui è scaturita l’accusa di falso ideologico.

Il peculato è riferito anche a tre episodi che avrebbero portato il professionista ad appropriarsi di circa 25mila euro tra il 2012 e il 2013. In un caso risalente a febbraio 2013, ad esempio, dopo aver ricevuto circa 26.200 euro per il pagamento dei tributi relativi a una pratica, avrebbe versato la somma di circa 4.400 euro e non restituito al cliente l’importo restante di circa 21.600. In un episodio precedente – nell’aprile 2012 – aveva ricevuto circa 20mila euro da un altro cliente per il pagamento dell’imposta sostitutiva. Non avrebbe provveduto alla registrazione nei tempi stabiliti, trattenendo per sè la somma e pagando quanto dovuto circa 4 mesi dopo utilizzando denaro proprio. Infine, nel 2013, avrebbe ricevuto un’imposta ipotecaria da circa 50mila euro da corrispondere all’agenzia del territorio di Venezia, somma che non avrebbe versato ma trattenuto per sè.

Alla luce di questi fatti, il gip del tribunale di Udine aveva sospeso il notaio dall’esercizio della professione, provvedimento che scadrà il 22 aprile. L’ordine dei notai di Udine ha avviato un procedimento disciplinare a carico di Conte, finito venerdì scorso davanti al Co.re.di. di Venezia, il comitato disciplinare competente sulle Tre Venezie (composto da un magistrato e due notai). É stato quindi deciso di radiarlo dall’albo ma questo provvedimento potrà essere applicato solamente dopo la pronuncia della corte d’appello, su ricorso presentato dal notaio. Quest’ultimo, di fatto, tornerà a esercitare dal 22 aprile, in attesa degli sviluppi processuali.

«Per noi è destituito, non lo riteniamo più un notaio e ci auguriamo che la possibile clientela faccia altrettanto – ha spiegato Giancarlo Suitner, presidente del consiglio notarile di Udine. – Gli acquisti sono validi ma resta un rischio: i clienti che hanno affidato al notaio le somme, potrebbero dover pagare le imposte per la seconda volta, non essendo state trasmesse all’agenzia delle entrate. In tale caso si può valutare di inserirsi nel procedimento e avviare un’eventuale azione di risarcimento danni oppure se sia possibile ricorrere alla commissione tributaria. Inoltre, in caso di condanna definitiva si può avanzare una richiesta di ristoro danni al fondo di garanzia del consiglio nazionale del notariato». Sul sito dell’ordine (www.consiglionotarileudine.it) Suitner ha pubblicato una lettera con le indicazioni tecniche rivolte alle circa 310 persone coinvolte nella vicenda, che rischiano di dover pagare due volte.

(D.G.)

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