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Novità dal web

Un futuro pulito per la Ferriera di Servola Arvedi annuncia una nuova produzione

IlQuotidianoFVG - Sab, 08/02/2014 - 02:11

Il  risanamento ambientale è già in atto, l’integrazione è potenziata

La ripresa della produzione, nel pieno rispetto dell’ambiente, non è più un lontano miraggio per lo stabilimento siderurgico di Servola. Rincuoranti, in tal senso, le dichiarazioni rese dal presidente della Regoine Debora Serracchiani, nel corso dell’incontro svolto ieri a Trieste tra istituzioni, lavoratori e il Gruppo Arvedi, intenzionato all’acquisto dell’impianto triestino.
il tavolo. Serracchiani: «Grazie all’impegno e alla disponibilità di tutti  stiamo ponendo le premesse per il risanamento ambientale dell’area della Ferriera di Servola e per la continuazione di un’attività industriale pulita che consenta il mantenimento dell’occupazione». Il Gruppo Arvedi ha presentato la manifestazione di interesse per rilevare lo stabilimento, attualmente all’attenzione del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), che si auspica possa dare l’autorizzazione entro Ferragosto. In seguito è previsto un incontro con il commissario straordinario della Lucchini per  la cessione dell’attività, contestualmente alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma (AdP) con le istituzioni locali.
I rappresentanti del Gruppo Arvedi hanno confermato che il Piano di risanamento ambientale, per la parte che spetta all’Azienda, è già in fase avanzata di progettazione e costituisce un pre-requisito della continuazione dell’attività produttiva. Il Piano sarà attuato in 18-24 mesi, ma già nei primi 9-12 mesi ci si attendono miglioramenti ambientali sostanziali.
il piano industriale. Per quanto riguarda il piano industriale, Arvedi intende integrare pienamente la Ferriera nell’attività del Gruppo. Il Piano poggia su tre pilastri: il ripristino della produzione di ghisa con l’altoforno, la valorizzazione del polo logistico, destinato a diventare terminal per l’arrivo della materia prima e per la spedizione dei prodotti finiti al servizio di tutto il Gruppo.
Il terzo pilastro, la vera novità annunciata ieri, riguarda l’avvio di un impianto di laminazione a freddo per i coils da un milione di tonnellate, utilizzando l’acciaio prodotto dal Gruppo a Cremona. Arvedi si augura di poter acquisire la piena proprietà dell’area e dello stabilimento già in ottobre.
I rappresentanti del Gruppo si sono detti disponibili ad avviare già prima, appena emanata l’autorizzazione, un confronto informale con le organizzazioni sindacali.
«A questo delicato momento di confronto, la Regione -  ha assicurato Serracchiani – intende fornire tutto il suo sostegno.

Udine ha bisogno di maggiori eventi qualificanti

IlQuotidianoFVG - Sab, 08/02/2014 - 01:53

Le prime riflessioni di Pirone sull’estate in città: «mantenuto la promessa di riportare i concerti in castello»

L’assessore alla Cultura, Federico Pirone, fa un primo bilancio su UdineEstate che, a suo parere, è «assolutamente positivo, a cominciare dal fatto che abbiamo mantenuto una promessa, quella di riportare i grandi concerti in castello senza per questo sottrarre risorse e attenzione al tessuto associativo del territorio. È chiaro – prosegue l’assessore – che è quanto mai fondamentale sviluppare un progetto culturale che valorizzi sempre più il castello e la città anche a livello europeo». Insomma Pirone punta a una Udine dagli eventi un po’ più raffinati, fatti di concerti, festival, danza, teatro e stretta collaborazione con i Civici Musei. Beata l’ora e, in questo senso, l’augurio di buon lavoro all’assessore arriva di cuore da molti cittadini che pensano che questa città non si debba distinguere per essere il capoluogo delle fiere vinicole e delle feste da bar. E che merita qualcosa di meglio.
«Attrarre in questo territorio, attraverso concerti, un pubblico provenienti da diversi Paesi dell’Europa, – continua Pirone – rappresenta una delle poche opportunità che la città ha per rivolgersi anche ad un pubblico giovane con appuntamenti di livello qualitativo. Per non parlare delle ricadute a livello economico». E, infine, un appello: «Chiediamo che a livello regionale venga tenuto in considerazione il fatto che Udine sia una sede preferenziale per organizzare grandi concerti, perché possiede la struttura e la capacità di riuscire a gestire le ricadute che appuntamenti e progetti di questo tipo possono generare in quanto connessa, a livello di servizi e di attività, con un territorio molto più vasto».
Vero è, che tra stadio e palasport inaccessibili, e primo maggio chiusa, è dura ospitare i concertoni evento di un tempo.
Ma visto che la qualità non è necessariamente quantità, l’importante è saper fare di necessità, virtù.

Mega Park, Ssm ricorre al Tar

IlQuotidianoFVG - Sab, 08/02/2014 - 01:49

Mega Park, scontro tra Ssm e Sovrintendenza, la società ricorre al Tar contro il vincolo sulle rampeudine. Picchione aveva negato la possibilità di coprire con delle tettoie gli scivoli di risalita e di discesa. Businello: «parere eccessivo, è una questione di sicurezza per gli automobilisti».

di Lodovica Bulian
Si consuma l’ennesimo scontro sui pareri della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia. Finirà, infatti, davanti al Tar (Tribunale amministrativo regionale) il vincolo posto dall’ente, presieduto da Maria Giulia Picchione, sulla copertura delle rampe del mega parcheggio di piazza Primo maggio. Lo ha annunciato ieri il presidente di Ssm, Giovanni Paolo Businello, in audizione in seconda commissione Territorio e Ambiente richiesta dall’opposizione per capire lo stato di avanzamento dei lavori. Businello contesta alla Picchione un atteggiamento «poco coerente» con le intese trovate «oltre un anno fa», quando la stessa dirigente «aveva assicurato la sua piena collaborazione per realizzare l’intervento secondo gli standard di sicurezza previsti nel progetto». Perché proprio di sicurezza si tratta per Businello: se sulla rampa di discesa si può anche rinunciare alla copertura della tettoia, «predisponendo però un impianto di riscaldamento a pavimento», ciò non sarebbe possibile per quella di risalita, che ha una pendenza superiore e potrebbe essere soggetta alla formazione di ghiaccio durante l’inverno: «La copertura è necessaria, la salita è sempre più delicata per gli automobilisti che spesso sono costretti a riprendere la marcia da fermi».
Per ottenere il sì della Picchione non è bastata nemmeno la revisione dell’altezza delle copertura, richiesta peraltro dalla stessa soprintendente a Ssm: «Le avevamo trasmesso il progetto con le altezze ribassate di 20 centimetri, di più non era possibile, ma dopo qualche mese è arrivato il diniego. Ci è sembrato in contrasto con il discorso sempre fatto». Il parere che vuole eliminare le coperture «ci sembra un eccesso, per questo abbiamo deciso di ricorrere al Tar. Si tratta di un elemento di qualità e sicurezza per gli automobilisti».
Intanto il cantiere prosegue: a oggi sono stati eseguiti lavori pari a 2 milioni di euro, importo già liquidato alla Vidoni, come da contratto di appalto, del valore complessivo di 8 milioni e 90 mila euro. Temporaneamente in stand by, invece, la questione delle penali notificate all’impresa per il contestato ritardo sulla tabella di marcia. Il Rup Pierluigi Pellegrini ha riferito che il cda di Ssm ha deliberato la sospensione dell’applicazione fino alla prossima verifica sullo stato di avanzamento dei lavori.
Si tratta comunque di un «discorso delicato» ha detto Pellegrini; le penali ammontano all’ uno per mille dell’ importo complessivo dell’opera, a cui si aggiunge un ulteriore uno per mille per il mancato raggiungimento dell’elenco di mobilitazione, ovvero l’importo di lavori dopo 25 settimane, indicato come raggiungibile dall’impresa in sede di gara. «Il Cda ha sospeso le decisioni in merito all’applicazione o a un’eventuale disapplicazione delle penali – ha spiegato il Rup – poiché come da contratto di appalto queste vanno calibrate in sede di contabilizzazione definitiva al prossimo stato di avanzamento dei lavori».

Fiat ha detto addio all’Italia si alla fusione con Chrysler

IlQuotidianoFVG - Sab, 08/02/2014 - 01:35

Marchionne ha respinto l’ipotesi di sgravi del ministro Lupi: non li vogliamo

Fiat ha svolto ieri l’ultima assemblea a Torino, confermando uno strappo con la città consumatosi già da tempo. Approvata la fusione con Chrysler.
addio. L’11ª assemblea della Fiat a Torino, l’ultima, è stata aperta dal presidente John Elkann in tono minore. Lo slogan che campeggiava sul sito (“Fiat says ciao to Italy”) è sembrato ai più fuori luogo e superfluo, la città ha ormai metabolizzato questo distacco, in attesa di vedere realizzati gli investimenti promessi dal management a Mirafiori.
la fusione. L’assemblea dei soci Fiat, seppure a ranghi ridotti (era presente solo il 52% del capitale) alla fine dei lavori ha approvato la fusione con Fiat Chrysler Automobiles e il trasferimento della sede sociale in Olanda, con il voto favorevole dell’84% circa degli azionisti presenti. Oltre alla Exor della famiglia Agnelli hanno votato a favore circa 180 milioni di azioni, mentre 100 milioni si è opposto.
elkann. Nel suo intervento il presidente ha dichiarato: «Confermo il mio impegno personale e della mia famiglia per continuare a sostenere Fca, a maggior ragione adesso che si profilano all’orizzonte grandi opportunità». Riguardo ai rumors su un possibile disimpegno della famiglia Agnelli, Elkann ha citato la progressiva internazionalizzazione del gruppo nei prossimi 15 anni: «Fiat vuole guardare avanti nel futuro; in Italia vogliamo continuare a essere protagonisti attivi».
Marchionne. L’ad è intervenuto ripercorrendo la storia recente del marchio: «Dopo l’integrazione con Chrysler, Fiat è pronta a fare il salto di qualità: non ci accontentiamo di essere mediocri».
Sulla proposta del ministro Lupi di introdurre misure di defiscalizzazione per chi acquista l’auto, Marchionne ha risposto: «Se si tratta di incentivi non li voglio. Non vogliamo ingerenze sulla domanda del mercato, lasciamo che il mercato vada da solo».
Sulle polemiche relative al trasferimento della sede all’estero, il manager ha risposto definendola una esigenza dettata «dalle trasformazioni in atto nel mercato».  g.s.

News da Pordenone

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 20:44

Intesa Unindustria e Antonveneta-Mps
Siglato un patto commerciale tra Antonveneta-Mps e Unindustria Pordenone, per lo stanziamento di un plafond di 30 milioni di euro riservato alle aziende associate per finanziamenti a medio termine, anche su base chirografaria, a condizioni vantaggiose. L’offerta permette di migliorare la flessibilità finanziaria con il ricorso a strumenti di ricostituzione del circolante (previste dilazioni fino a 5 anni per il circolante e 10 per gli investimenti) e favorire l’internazionalizzazione delle attività mediante strumenti finanziari di facile accesso, con l’assistenza diretta del Fondo di garanzia per le Pmi o un Consorzio Fidi.

Il distretto di Maniago vola in Australia
Grazie a un’iniziativa di ConCentro , azienda speciale della Camera di Commercio locale, assieme all’Asdi del Coltello, un gruppo di imprese del coltello maniaghesi compirà la prima una missione in Australia. Il 23 e 24 agosto prossimi, ConCentro e il Distretto presenteranno con la collaborazione della Cciaa di Melbourne il sistema aggregato maniaghese alla più importante rassegna di settore del continente, la “Cutters Exhibition” di Sidney.

Camera unica Fvg
La Giunta della Cciaa Pn preferisce l’assetto a un solo Ente camerale regionale, nell’ambito della riforma delle Camere di Commercio in Fvg. «Si ritiene indispensabile – sottolinea una nota – attendere le decisioni del Governo e del Parlamento. Nel caso in cui dovessero nascere obblighi di accorpamento tra le Camere, l’assetto preferibile è quello di una Camera di Commercio unica regionale, con una drastica riduzione delle pratiche burocratiche che renda più semplice la vita delle imprese».

L’incontro in Prefettura con Confapi, Confindustria e Fita-Cna

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 20:43

La concorrenza dei vettori esteri

Il tema della concorrenza dei vettori esteri, tema sempre molto sentito nella nostra regione, è stato al centro dell’incontro che si è svolto ieri presso il Prefetto di Trieste.  Denis Durisotto per Confapi Fvg, Ezio Castelletti per Confindustria Fvg e Giosualdo Quaini per la Fita-Cna Fvg hanno evidenziato come dal 2008 ad oggi il settore in regione si sia ridimensionato di oltre un quarto e come il fenomeno sia collegato alla posizione della regione, vera e propria porta d’ingresso dei trasportatori  dell’Europa centro orientale, «comunitari o meno, che possono avvalersi di costi di esercizio molto inferiori a quelli dei vettori locali e italiani in genere. A ciò si aggiunge – hanno evidenziato i rappresentanti di categoria – una grande varietà di pratiche di abusivismo o di gravi irregolarità, sia nella disciplina che regola le relazioni di traffico internazionale, sia di quella che regola il cabotaggio». Tra i vari suggerimenti riportati:  controlli in funzione della effettiva circolazione, la maggior parte dei veicoli industriali stranieri circola sulla rete autostradale. È stato suggerito anche di rendere obbligatorio il telepass su tutti i veicoli stranieri, per un più efficace controllo dei loro spostamenti sul territorio.

News dal mondo

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 20:41

Intesa san paolo
Utile in crescita, ma meno del previsto
Intesa Sanpaolo chiude il semestre con un utile netto di 720 milioni di euro, di cui 217 milioni nel secondo trimestre. Una nota della banca precisa che i ricavi nel semestre sono saliti del 4,7% a 8,565 miliardi e dell’8,5% a 4,457 miliardi nel trimestre, evidenziando un trend di crescita esponenziale. Per quanto riguarda i crediti deteriorati (voce che comprende le sofferenze, i debiti incagliati, ristrutturati e scaduti), al netto delle rettifiche, risultano 32,18 miliardi di euro (+3,9%). L’indice di robustezza patrimoniale previsto da Basilea 3 è cresciuto dal 12,3% di dicembre 2013 all’attuale 12,9%, tra i più elevati tra le maggiori banche europee. Corrisponde, infatti, ad un capitale immobilizzato a fini di garanzia pari a 10 miliardi di euro e ad un cuscinetto di capitale di 20 miliardi per lo stress test da parte della Bce di Draghi.

Fineco
Decollano i profitti e la festa per i tre anni
Fineco, l’unica delle nuove aziende approdate in Borsa (matricola) che ancora resta sopra il prezzo iniziale, presenta bilanci in regola. La banca online del gruppo Unicredit ha chiuso il primo semestre con utili pari a 74 milioni (+31,3%); in crescita anche i ricavi, pari a 224,3 milioni (+16,1%) e la raccolta netta arrivata a quota 2 miliardi di euro (+31,1%). Da gennaio, inoltre, i nuovi correntisti sono stati 54 mila, in crescita del 17,2% rispetto al primo trimestre del 2013. Risultati positivi anche per Banca Sistema, che festeggia i suoi primi 3 anni di attività con utili in decisa crescita: da un milione del 2013 agli attuali 15 milioni. La società è specializzata nei servizi per le imprese che operano con la pubblica amministrazione, con l’obiettivo di garantirne la liquidità e supportarne la relazione con i debitori pubblici.
Nel corso del triennio, la banca ha erogato oltre 2,2 miliardi alle imprese.

Altre grane in tribunale per la Mela e tagli di personale

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 20:39

Apple & Beats

Apple taglia 200 posti lavoro alla Beats Electronics, la società acquistata per tre miliardi di dollari diventata famosa per la produzione di  cuffie per ascoltare la musica molto popolari. Questi tagli, pari al 40% del personale, sembra riguarderanno le aree di sovrapposizione fra le due aziende, ovvero le risorse umane, e la finanza e arrivano dopo la denuncia di Bose contro Beats, già depositata all’International Trade Commission (l’antitrust americana), con cui punta a ottenere il blocco delle importazioni di cuffiette Beats Studio e Studio Wireless. Nei mesi scorsi Bose ha intentato un’azione all’antitrust per bloccare anche le importazioni degli auricolari Monster. Per Apple si tratta di una grana, che va a sommarsi agli scontri legali di Cupertino contro Samsung, in una guerra dei brevetti che va avanti da tempo davanti ai tribunali di tutto il mondo.

Turismo in affanno maltempo complice

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 20:38

Persi 400 milioni di indotto solo a luglio

Assoviaggi di Confesercenti stima un crollo estivo delle presenza del 30%, molteplici le cause: economiche, politiche e persino metereologiche. Risultato: la perdita per il settore di 400 milioni di euro di fatturato solo a luglio. La spesa media  per le vacanze oscillerà tra i 600 ed i 900 euro, con punte di 2.000-2.500 euro per i viaggi e i tour culturali a medio e lungo raggio. Il tempo di permanenza oscillerà tra i 4 ed i 15 giorni in base alla tipologia della vacanza. Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, precisa: «Quelli che si muovono di meno sono proprio gli italiani che, come nei due anni precedenti, limitano i tempi delle vacanze, complice anche il maltempo». Il turismo balneare, cartina al tornasole di tutto l’indotto, segna un calo delle presenze del 30%, in montagna si arriva al 15-20%.  Secondo le stime dell’associazione sono circa 50 mila i lavoratori stagionali a chiamata rimasti a casa, per il presidente del Sib (Sindacato italiano balneari), aderente alla Fipe-Confcommercio: «Si tratta di una debacle che colpisce duramente tutta la filiera del turismo: meno spiaggianti significa ristoranti vuoti, camere libere e merce non venuta». A questa situazione si aggiungono gli effetti del maltempo nei fine settimana, quelli di maggior richiesta per il personale a chiamata (bagnini, camerieri, animatori, ecc).

Udinese, Nico Lopez in partenza Piace il giovane Ontivero

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 07:30

Potrebbe essere definito a breve il passaggio di Nico Lopez all’Hellas Verona. Sembra, infatti, che l’Udinese abbia trovato l’accordo con i veneti per il prestito annuale oneroso. Il giovane attaccante uruguaiano avrebbe ricevuto le sufficienti garanzie per l’impiego nella prossima stagione. Senza Juan Iturbe, ceduto alla Roma, infatti, l’Hellas si è mossa sul mercato alla ricerca di un attaccante rapido, spalla ideale dell’ariete Luca Toni. Per Lopez, dunque, il passaggio in gialloblu sembra essere davvero vicinissimo. E sempre a Verona, ma sulla sponda Chievo, potrebbe approdare un portiere bianconero: Francesco Benussi o Ivan Kelava.
Ontivero. Per quanto concerne i movimenti in entrata, l’Udinese potrebbe aprire una trattativa con il Galatasaray per Lucas Ontivero. Il giovane attaccante argentino classe ‘94 è cercato da mezza serie A ed è protagonista di un curioso episodio. Qualche giorno fa, infatti, sarebbe dovuto passare al Cagliari, ma lo status di extracomunitario non ha consentito al club di Tommaso Giulini di tesserarlo. L’operazione, però, era talmente ben avviata e lasciava presagire una facile fumata bianca da indurre il giocatore a presentarsi al ritiro del Cagliari. Una volta giunto a Sappada, l’argentino ha dovuto constatare che il suo nome non figurava tra i convocati di Zdenek Zeman. Al momento, quindi, è con le “valigie in mano”, ma un nuovo contratto lo attende. Oltre all’Udinese, sulle tracce di Lucas ci sono anche Genoa, Palermo, Sassuolo ed Hellas. Inoltre si stanno muovendo anche altri club esteri, in particolare gli olandesi dell’Ado Den Haag e del Twente e i turchi del Gaziantepspor.
Gli altri. Da segnalare, infine, una notizia curiosa. Il giovane greco Panos Armenakas, strappato dai friulani a una foltissima concorrenza, potrebbe vestire la casacca degli Usa. Nato in California, da madre statunitense e padre greco-australiano, Panos è già stato contattato dalla federazione a stelle e strisce e avrebbe dato già un primo consenso.

Barbara Castellini

Personale, ecco il piano della Regione: meno dirigenti e più produttività

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 03:30

Ridurre i costi alla voce personale ed aumentarne la produttività: sono alcuni dei cardini della spending review contenuta nel programma triennale   del fabbisogno di personale esaminato ieri dalla Giunta e illustrato ai sindacati dal direttore Roberto Finardi, prima dell’approvazione definitiva.

Da qui ai prossimi tre anni dovranno esserci meno figure dirigenziali, che costano di più, e si dovranno accorpare uffici e servizi per essere più efficienti. Tra le varie funzioni da rivedere, quelle degli Uffici del Lavoro e quelle sulla gestione e manutenzione delle strade. Ma si dovrà pure diminuire la precarietà e favorire il ricambio generazionale, mentre per decisioni più organiche e strutturali si dovrà attendere il nuovo scenario che si aprirà con il riordino delle Autonomie locali e il definitivo superamento delle Province.

Per far fronte ai fabbisogni di personale nel prossimo triennio, intanto, la Giunta ha dato mandato alla Direzione generale di «provvedere prioritariamente con soluzioni interne», che non comportino alcun aggravio per le casse regionali.

Via libera, dunque, alla mobilità interna e alla flessibilità, prevedendo anche   distacchi temporanei e il recupero di dipendenti di   enti controllati e società partecipate.

Con una strategia di gestione che punta a «riqualificare, innovare, semplificare l’Amministrazione, incrementando senso di responsabilità e produttività, migliorando l’efficienza del sistema e riducendo i costi, con l’obiettivo di offrire un servizio pubblico moderno, sempre migliore e sempre più rispondente alle esigenze dei cittadini».

Attualmente la Regione conta al suo servizio 2.506 persone a tempo indeterminato, di cui 101 dirigenti, a fronte di un organico previsto di 2.875 unità. Si aggiungono 265 persone, appartenenti al Corpo forestale regionale. Le donne sono il 53% del totale del personale. Sono 190 i pensionamenti previsti nell’arco dei prossimi anni, ma il possibile turn over è legato ai vincoli del patto di stabilità. Dal 2013 al 2014 il costo del personale è già sceso di 3,26 milioni di euro, passando da 152,14 milioni a 148,78 milioni, meno 2,1%, in gran parte frutto della riduzione dei compensi per i dirigenti, ed è destinato a contrarsi ancora. Le nuove assunzioni «non saranno finalizzate alla mera sostituzione di personale in quiescenza ma all’acquisizione di professionalità innovative», per concretizzare una «staffetta generazionale». Contestualmente si ridurrà anche l’assunzione di personale interinale, per evitare posizioni precarie.

L.B.

Pd, nuovo asse tra isontino e Bassa friulana

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 03:00

Dalla riforma sanitaria, a quella delle autonomie locali, al piano industriale della Regione: partite troppo importanti per restarsene, da soli, a guardare. Il Pd isontino e quello della Bassa friulana chiamano a raccolta sindaci e circoli dei due territori: obiettivo fare squadra per avere più voce sul capitolo riforme. Questo, almeno, l’intento uscito dal confronto di mercoledì sera a Palmanova   fra rappresentanti istituzionali e referenti politici del Pd dei due territori. «Un modo per suggellare un’intesa e la volontà – si legge in una nota -, d’ora in poi, di fare massa critica per accompagnare le riforme della sanità, delle autonomie locali, e le misure in campo   economico». Ma anche per «fare sistema fra i due territori che hanno problemi e prospettive comuni», insomma, «per contare davvero a livello regionale». La volontà è quella non di subire, ma di partecipare alle riforme che coinvolgono un territorio strategico per la Regione, che va da Lignano a Monfalcone.

Il segretario provinciale del Pd isontino, Marco Rossi , il sindaco di Palmanova   Francesco Martines, e il coordinatore Pd della Bassa Friulana, Fulvio Tommasin, si sono ridati appuntamento per fine mese, «ma d’ora in poi – annunciano – i due territori si consulteranno regolarmente per prendere posizioni comuni». Descrivono l’intesa come «un vero e proprio patto di consultazione», e come «una vera rivoluzione con l’obiettivo di massimizzare il peso di un’area di 255 mila abitanti, già suggellata dalla nuova geografia della riforma sanitaria».

Riforma sanitaria, lo stop dei burocrati, Telesca: resistono al cambiamento

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 02:59

La riforma sanitaria fa il suo ingresso in terza commissione regionale, dando così il via all’iter che la porterà a diventare legge, secondo i tempi dettati dalla presidente Debora Serracchiani e dall’assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Il testo è ancora aperto a modifiche e ritocchi, per accogliere le istanze delle categorie: oggi l’esecutivo incontrerà i medici e i sindacati, mentre la prossima settimana sarà la volta della Conferenza delle Autonomie locali. Nessuna marcia indietro, dunque, davanti alle contestazioni, né tanto meno alle «resistenze di tecnici e macchina burocratica», ha detto Telesca ai giornalisti a margine dei lavori, sfiorando un tema di renziana memoria, «spesso poco inclini al cambiamento e all’innovazione, ma noi andiamo avanti». All’origine dello sfogo, ci sarebbe la diffusione di una mail riservata, in cui il parere degli uffici tecnici nei confronti dell’articolato sarebbe piuttosto critico.

Meno ospedale e più territorio: Telesca ribadisce ancora una volta la linea del provvedimento, che sposta le risorse dai posti letto per gli acuti alle degenze croniche; 5 le aziende sanitarie e 3 i grandi hub regionali, Trieste, Udine e Pordenone, dove concentrare gli interventi di alta complessità, dagli ospedali di rete e dalle strutture di prossimità. E per risolvere in nodi organizzativi relativi alla coesistenza tra ospedale e università a Udine e Trieste, Telesca ha riferito che «è in corso una una revisione dei protocolli fra la Regione e le due Aziende Ospedaliero universitarie. Si punta ad arrivare a un protocollo unico per promuovere le sinergie fra i due poli universitari, recependo nello stesso tempo al suo interno i principi della riforma». Sugli ospedali ha confermato che «non ci sarà nessuna chiusura, ma una trasformazione», ma in discussione ci sarebbe la continuità di quei Pronto Soccorso che registrano un minore numero di interventi. Infine, alla commissione ha spiegato ancora le ragioni del ddl, che «si propone di riorientare la barra, di indicare la direzione. La domanda di salute sta cambiando, ma un sistema ancora centrato sull’ospedale non è in grado per rispondere, in termini di costi e di appropriatezza delle cure. Non dobbiamo tagliare le risorse – ha precisato l’assessore – ma spenderle meglio, spostando una parte della spesa ospedaliera verso l’assistenza territoriale». Lodovica Bulian

PREMIO DI POESIA TITO MANIACCO

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 02:03

I versi di Tito, una lunga eco che grida alla rinascita. Comune di Udine. Presentato ieri dal sindaco Furio Honsell il concorso dedicato al poeta e storico friulano.

E’ stata presentata ieri in Comune a Udine la seconda edizione del Premio di Poesia Biennale, Tito Maniacco (1932-2010). Organizzato dall’Associazione culturale “La Rinascita” di Udine, in collaborazione col Centro “Ernesto Balducci” di Zugliano e l’Associazione “Adastra Cultura” nell’intento di ricordare, mantenere viva e valorizzare l’opera del poeta friulano, l’evento è stato salutato nel salone del Popolo di Palazzo D’Aronco dal sindaco, Furio Honsell, dall’assessore alla Cultura, Federico Pirone e dal presidente de’ La Rinascita, Ennio Di Bortolo che ha spiegato: «Nel 1974, ritirando il premio Nobel, Eugenio Montale si interrogava e rispondeva sulla “sorte della poesia nell’attuale civiltà consumistica”. E molti, oggi si domandano se la poesia non sia già morta. Nel mio modo di intenderla – continua Di Bortolo – morirà solo quando sarà morto l’ultimo uomo. La poesia è insita nell’anima umano, nello sguardo, nelle emozioni, nella sua voglia e necessità di comunicare e comunicarsi, nella sua possibilità di crescita. La poesia è viva più che mai nelle epoche di maggiore disorientamento e ci viene in soccorso. Alla morte di Tito Maniacco, molte voci della cultura e della politica si sono levate a riconoscimento dell’importanza della sua opera, dell’eredità che egli stava lasciando: un’eredità corposa, fatta di storia, letteratura, disegni, critica artistica e versi. L’opera di Maniacco – conclude Di Bortolo – è la testimonianza di una vita di impegno e umiltà. E’ testimonianza di un uomo appassionato che si è cimentato in quasi tutte le forme di espressione, quasi fosse troppo forte in lui l’esigenza di comunicare e condividere. Decidere di dedicargli un premio con conseguente pubblicazione delle poesie vincitrici, vuole essere un incentivo a chi condivide la funzione sociale, educativa e terapeutica della poesia, quand’essa è esigenza di mostrarsi “nudi”, vulnerabili, divinamente umani e fratelli. Quand’essa è un atto d’amore e “deve resistere al tempo”».
Il bando.
Componimenti: Si può partecipare inviando un massimo di 6 componimenti (con massimo di 200 versi). Le poesie dovranno essere inedite e non premiate in altri concorsi. Potranno essere scritte sia in italiano sia in una delle lingue o idiomi parlati da comunità attualmente presenti nel territorio italiano. In questo caso, dovranno essere corredate da traduzione in italiano. Le poesie dovranno avere una tematica civile, con particolare attenzione alla storia, all’antropologia, alla resistenza dei popoli, ai movimenti di popolazione, a singole esperienze di vita, a reciproci scambi culturali.
Partecipazione: Si partecipa al Premio inviando un originale dei componimenti (firmati dall’autore) e 5 copie degli stessi dattiloscritte o scritte con il computer. Non possono partecipare i vincitori della prima edizione del Concorso. L’originale dei componimenti firmati dall’autore e la scheda allegata con i dati personali dovranno essere inseriti in una busta a parte, chiusa, non trasparente. Il tutto, formato quindi da: le 5 copie non firmate e l’eventuale chiavetta usb; la busta chiusa contenente gli originali firmati e la scheda con i dati personali, andrà inserito in una busta più grande, con la dicitura “Associazione culturale La Rinascita, Secondo premio di poesia Tito Maniacco” e spedita per posta o recapitata a mano Presso la sede dell’Associazione stessa, in Via Cisis, n. 58/5 33100 Udine, entro le 12 del giorno 31 gennaio 2015. Per i lavori spediti farà fede la data del timbro postale. I lavori pervenuti non saranno restituiti e andranno a far parte dell’archivio del Premio.
Iscrizione: per completare l’iscrizione al concorso è previsto un contributo da parte d’ogni autore di 20 euro da versare tramite bollettino postale di conto corrente semplice intestato a: Associazione culturale “La Rinascita”, specificando il codice IBAN: IT52 R031 2712 3000 0000 0000015, oppure direttamente al conto corrente dell’associazione di cui sopra.
Giuria e premi: I lavori saranno esaminati da una Giuria composta da: Giampaolo Borghello, docente di letteratura italiana all’Università di Udine; Marina Giovannelli, poetessa e scrittrice; Pierluigi Di Piazza, presidente del Centro Balducci di Zugliano; Giuseppe Mariuz, scrittore e poeta; Lucia Burello, scrittrice e giornalista; Paolo Medeossi, giornalista e Anna Dazzan, giornalista. La Giuria, il cui giudizio sarà inappellabile, assegnerà i seguenti premi: 1° premio: €1.000,00 con targa ricordo; 2° premio: € 300,00 con targa ricordo; 3° premio: confezione di vini pregiati dell’azienda vinicola Venica di Craoretto di Prepotto (Ud). La Giuria potrà segnalare altri componimenti ritenuti particolarmente degni di attenzione ed eventualmente suddividere ex aequo o accorpare diversamente il monte premi.
Cerimonia di premiazione: La Cerimonia di premiazione, alla quale tutti i partecipanti sono invitati a presenziare, avverrà presso l’Auditorium del centro E. Balducci di Zugliano (Udine) in data da destinare. I premiati verranno avvisati per tempo e saranno tenuti a partecipare. Nel caso di impossibilità a farlo personalmente, potranno delegare per iscritto persona di loro fiducia. Il mancato ritiro del premio comporta l’esclusione dallo stesso e la destinazione ad altri fini a discrezione dei promotori.
Informazioni: per ogni chiarimento rivolgersi a: Associazione La Rinascita: tel. 0432-21456. Indirizzo e-mail: e.dibortolo@alice.it, oppure al numero 393.8906786 o all’indirizzo e-mail: a.dazzan@gmail.com.
Scheda di partecipazione sul sito www.larinascitacultura.it

Traffico, bollino nero nel week end

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 02:02

Nonostante le previsioni meteo incerte per questo primo week end di agosto, quella di domani si annuncia una giornata da bollino nero sulle autostrade regionali. Sarà la A4 Venezia Trieste la più interessata dall’incremento del transiti, con possibili congestioni in entrambe le direzioni e code in uscita a Trieste – Lisert. Code previste anche al casello di Latisana sia in entrata che in uscita verso Lignano e Bibione. Possibili rallentamenti sulla A23 Palmanova-Tarvisio, e code a tratti nelle zone interessate dai cantieri per la realizzazione della terza corsia. Flussi intensi pure sulla A23 Palmanova-Udine in direzione sud verso la A4, per chi è diretto verso i caselli di Latisana e Trieste-Lisert, con conseguenti rallentamenti tra San Giorgio di Nogaro e Latisana della A4 in direzione Venezia.

Un tracollo dell’apprendistato motore di sviluppo del Nordest

IlQuotidianoFVG - Ven, 08/01/2014 - 01:46

È calato del 12,6% negli ultimi 5 anni in Fvg

Le assunzioni con contratto di apprendistato e inserimento, spesso porta di ingresso verso il mondo del lavoro per i giovani, hanno registrato un autentico tracollo in Fvg negli ultimi 5 anni: -12,6%. È quanto ha rilevato la Cgia di Mestre.
i dati. A livello provinciale, le differenze risultano molto ampie: la contrazione più marcata delle assunzioni si registra nella provincia di Udine: -15,9%, seguono Trieste, con -13,7%, Pordenone, con -6,4% e Gorizia, con -3,4%.
I pesanti effetti della crisi si sono manifestati in regione anche con un pesantissimo calo delle assunzioni a tempo indeterminato  che tra il 2009 e il 2013 sono diminuite del 47,6% e delle somministrazioni, che hanno segnato un -20,5%.
L’unica tipologia di contratto di assunzione che ha registrato un sensibile aumento nel periodo considerato dall’analisi dell’associazione mestrina è quello deli contratti a tempo determinato: +22,65.
il commento.  Nel suo tradizionale commento, il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, esprime il suo rammarico per il calo di interesse generale registrato nei confronti dell’apprendistato stesso: «Oltre agli effetti della crisi – ha commentato Bortolussi – dispiace osservare che questo istituto riscuote sempre meno interesse non solo tra gli imprenditori, ma anche tra i giovani».  A partire dagli anni ‘60, la crescita del Nordest ha potuto avvalersi del ruolo e della funzione assunta dagli apprendisti che, nella stragrande maggioranza dei casi, provenivano dagli istituti tecnici o da quelli professionali. «Nel Veneto e nel Fvg, gli apprendisti sono sempre stati un punto di eccellenza delle nostre maestranze e uno straordinario motore dello sviluppo. Terminata la fase di apprendimento, questi giovani facevano qualche anno di lavoro come operai specializzati e successivamente decidevano di licenziarsi e di aprirsi la partita Iva, andando così a formare quell’esercito di artigiani e di piccoli imprenditori che hanno fatto la fortuna dell’intero Nordest».  g.s.

Argentina, paese in default, fondi “avvoltoi” troppo esosi

IlQuotidianoFVG - Gio, 07/31/2014 - 20:51

La trattativa con i fondi di investimento americani non è andata a buon fine e nonostante gli sforzi profusi, l’Argentina non è riuscita ad evitare il suo secondo default (fallimento). Questo determina delle conseguenze gravi, sia per il paese che per l’intero sistema economico sempre più strettamente collegato: l’Argentina, la terza economia dell’America Latina, di fatto, non è più in grado di garantire il rimborso dei propri titoli di Stato. Il ministro dell’economia, Axel Kiciloff si è affrettato ad aggiungere: «Non cambia nulla, l’Argentina continuerà a pagare i suoi debiti. Pagheremo coloro che hanno acquistato i nostri titoli, ma a condizioni ragionevoli, non a quelle che corrispondono all’estorsioni fissati sotto una minaccia».  Kiciloff ha definito gli edge fund “avvoltoi”: «Abbiamo offerto loro gli stessi termini che il Paese ha recentemente negoziato con gli altri creditori, ma sono stati respinti».  I due hedge criticati da Buenos Aires sono Nml Capital e Surelius, che hanno rifiutato di aderire ad una ristrutturazione del debito a base di nuovi titoli che ha imposto perdite fino al 70%. Il giudice federale Thomas Griesa, però, ha dato ragione ai fondi sostenendo che l’Argentina non può pagare interessi sui nuovi titoli ristrutturati finchè non avrà trovato un accordo per compensare i creditori ribelli che chiedono un risarcimento completo dei bond in loro possesso pari a 1,5 miliardi. Il nuovo default dell’Argentina avviene proprio sugli interessi dovuti sui nuovi bond, 539 milioni di dollari in scadenza.

Disoccupazione in calo, non quella giovanile

IlQuotidianoFVG - Gio, 07/31/2014 - 20:50

L’emorragia di posti sembra essersi arrestata a giugno, ma per i giovani è nuovo record: 43,7%

L’emorragia di posti di lavoro sembra essersi arrestata, l’Istat infatti ha rilevato a giugno un tasso di disoccupazione del 12,3%, ma precisa: «tra i giovani il problema è ancora in aumento». Il numero di under 30 senza occupazione, infatti, ha segnato un nuovo record al 43,7%. In cifre, i giovani senza lavoro sono 3,15 milioni a giugno, in calo del 2,4% rispetto a maggio, ma in aumento dello 0,8% rispetto a 12 mesi fa.
Tra i giovani, inoltre, il tasso di occupazione è sceso del 3,3% a giugno a quota 903 mila (-9,6% su base annua). Rispetto a giugno del 2013 la disoccupazione giovanile è cresciuta del 4,3%, nella classe di età tra 15 e 24 anni, almeno 1 su 10 è disoccupato. In termini assoluti, gli occupati sono aumentati di 50 mila unità (pari allo 0,2% del totale), arrivando a quota 22,398 milioni di lavoratori, il tasso di occupazione è pari al 55,7% (+0,2 su base mensile e +0,1% su base annua).
Anche a livello europeo, l’impressione generale è che il fondo sia stato toccato: la disoccupazione a giugno è scesa ai livelli del 2012 (11,5% ai livelli di settembre 2012), in calo rispetto all’11,6% di maggio).
Nella Europa allargata a 28 Stati, il dato è sceso dal 10,3% di maggio al 10,2% di giugno.
In discesa anche il tasso di disoccupazione giovanile, a conferma di un trend che stenta ancora a trovare conferma nel nostro Paese.

Camere di commercio l’opinione artigiana

IlQuotidianoFVG - Gio, 07/31/2014 - 20:49

Confartigianato-ud: si alla riduzione a 2 enti

Gli artigiani appoggiano il processo di aggregazione delle camere di commercio della regione, è quanto emerge dalla 17° indagine congiunturale dell’artigianato provinciale curata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Udine. Il vice presidente vicario, Franco Buttazzoni, precisa: «“Gli artigiani considerano utili le Camere di commercio, ma il 51% vuole siano ridotte numericamente, una richiesta di cambiamento che viene dai nostri imprenditori i quali non vogliono cancellare la ‘casa delle categorie’, ma chiedono piuttosto razionalizzazioni e risparmi di costo per renderla più snella ed efficiente».
All’analisi fatta su un campione di 609 imprese artigiane hanno risposto l’82% degli intervistati (498), una percentuale elevata che risulta mediamente più bassa in montagna (75%) e nel settore dei servizi (75%) e più elevata nelle manifatture (91%). La quota di artigiani (111, pari al 18% del totale) che non ha risposto ha dichiarato di non avere una opinione in proposito o di non volere dare risposte. Focalizzando l’attenzione su coloro che hanno risposto, il 51% (maggioranza assoluta) si è espressa positivamente per la riduzione del numero delle Camere di commercio, il 20% preferirebbe averne una sola per tutta la regione, il 31% accetta di averne due: una per le province di Udine e Pordenone e una per Trieste e Gorizia. Un altro 16% chiede l’abolizione degli enti camerali e, infine, il restante 33% non chiede modifiche.
Discriminando in termini di età, l’abolizione risulta più gradita agli over 45, mentre la riduzione è più apprezzata tra i giovani. Distinguendo, invece, per titolo di studio, la scelta preferita rimane la riduzione, ma i titoli più bassi propendono per il mantenimento dello status quo.

Reti d’impresa per i mercati esteri tutti i risultati del bando camerale

IlQuotidianoFVG - Gio, 07/31/2014 - 20:49

80 imprese coinvolte, 200 mila euro  il budget investito

Sette reti d’impresa, in rappresentanza di 80 aziende friulane, hanno presentato progetti di internazionalizzazione ritenuti ammissibili al contributo previsto dal Bando della Camera di Commercio di Udine, la cui istruttoria si è conclusa ieri.
Tutte le reti riceveranno un contributo in base alle spese di progetto previste, fino a un massimo di 40 mila euro a rete e fino all’esaurimento del budget messo a disposizione dall’ente camerale udinese (200 mila euro). Le imprese appartengono a settori produttivi diversi: artigiane dell’arredo-contract e dell’architettura tese a promuovere la loro attività in Austria, Baviera e Croazia; aziende dell’Ict, della comunicazione turistica e della ricettività unite per promuovere le imprese aderenti tra gli operatori alberghieri e turistici della costa orientale dell’Adriatico, dalla Croazia, al Montenegro, all’Albania. Ci sono reti di imprese dell’industria meccanica che guardano come mercato di sbocco per la crescita l’Austria, ci sono poi progetti che uniscono imprese delle costruzioni e del restauro, o ancora reti d’agenzie immobiliari per coinvolgere clientela del mercato russo. Ci sono infine  gruppi di aziende del distretto della sedia e dell’arredo, unite alla “conquista” dei mercati arabo e inglese. Il presidente camerale Giovanni Da Pozzo: «Le nostre imprese comprendono sempre più l’importanza del lavoro di squadra e di rete per presentarsi con maggiore competitività e servizi più completi e articolati sui mercati esteri». In tale contesto lo strumento della rete acquisisce una crescente importanza: «La rete – ha aggiunto Da Pozzo – è un’ottima opportunità di fare massa critica per le nostre realtà imprenditoriali, per oltre il 95% piccole o micro imprese, per cui è dunque più complesso aprirsi da sole la strada dell’internazionalizzazione». In Italia, al 1° luglio 2014, erano 1.643 i contratti di rete registrati, per 8.095 imprese coinvolte. In Fvg le imprese coinvolte in contratti di rete sono 165. (Info: contrattidirete.registro imprese.it).  g.s.

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