Tu sei qui

Novità dal web

Def: provvedimenti poco audaci i giudizi su Renzi dei vari organi

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 01:44

Secondo l’Istat il provvedimento sull’Irpef «riduce le iniquità»

Secondo gli ultimi calcoli dell’Istat, presentati ieri all’audizione alla Camera, lo sconto Irpef previsto dal Def porterà ad un guadagno medio annuo di 714 euro per le famiglie più povere. Sconto che si riduce a 451 per quelle più abbienti. La forbice in percentuale va dal 3,4% allo 0,7% del reddito annuo.
istat.  Il presidente Istat, Antonio Golini, ha spiegato che la «rimodulazione delle detrazioni Irpef sul lavoro dipendente per le fasce più basse di reddito (reddito lordo fino a 25 mila euro) e la riduzione dell’Irap per le imprese, porteranno nel complesso ad un beneficio netto annuale sotto forma di minore imposta netta pari a 11,3 miliardi di euro».
L’introduzione delle misure previste dal Def a partire da maggio, produrranno circa 7 miliardi di euro nell’anno in corso.
Secondo le stime presentate da Golini, il complesso delle misure varate dal premier Renzi per stimolare i consumi e, in parte, gli investimenti «potranno sostenere la crescita del Pil dello 0,2% su base annua». Togliendo gli interventi di copertura tra maggiori spese e minori entrate, l’effetto netto stimato è dello 0,1% del Pil. Il presidente dell’Istat sottolinea che a fronte di una «incidenza contenuta della manovra, questa va verso la direzione di una riduzione delle iniquità».
cnel.Prima dell’audizione dell’Istat, si era svolta quella del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, ndr), l’organismo che Renzi ha detto esplicitamente  di voler eliminare. «Per mettere in sicurezza i conti e aprire spazi a investimenti per la crescita – ha dichiarato il presidente, Antonio Marzano -  è possibile perseguire obiettivi di valorizzazione e privatizzazione del patrimonio pubblico ancora più ambiziosi di quelli contenute nel Def».
In riferimento alla struttura da lui guidata, Marzano ha risposto direttamente al premier: «È ingeneroso e da poco informati dire che non si lavora abbastanza».
corte dei conti. Anche la magistratura contabile, presieduta da Raffaele Squitieri, è intervenuta, chiedendo maggiore flessibilità dall’Europa: «Solo nel 2015 potremmo rientrare nei limiti, la richiesta di derogare all’obiettivo di medio termine non sembra inconciliabile con le indicazioni europee». Scettismo espresso nei confronti del maggior gettito Iva derivante dai rimborsi dei debiti della P.a. come copertura per il taglio dell’Irpef. Si tratta di una voce poco affidabile.  g.s.

Privatizzazioni e tagli alla spesa pubblica i dubbi di Bankitalia al programma Renzi

IlQuotidianoFVG - Mer, 04/16/2014 - 00:46

La relazione del vice presidente di Banca d’Italia, Signorini, sul piano del governo

«Per raggiungere gli obiettivi previsti in termini di debito pubblico, l’ambizioso piano contenuto nel Def deve essere realizzato interamente». È quanto ha dichiarato il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Signorini, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato.
bankitalia. La relazione del vice di Visco si incentrava sull’analisi degli impatti prodotti dalle misure annunciata del governo sugli attuali equilibri di finanza pubblica. Nell’anno in corso il rapporto tra debito e Pil è destinato a salire sino al 134,9% a causa di un peggioramento della stima sulla crescita nominale dell’economia. Da qui al 2018, però, le previsioni indicano una sua progressiva riduzione sino al 120% del Pil: «Oltre 10 punti di riduzione devono essere garantiti – ha precisato Signorini – per rispettare la regola del Six Pack (Patto di stabilità e crescita)».
La riduzione di tale rapporto beneficerebbe dell’esaurirsi della completa estinzione dei debiti delle p.a. e dei ricavi attesi dalle privatizzazioni; la stima è di circa 0,7 punti di Pil per anno anno dal 2014 al 2017. Il governo Letta puntava a realizzare cessioni per 0,5 punti di prodotto l’anno: «Si tratta di un obiettivo ambizioso – ha precisato il n° 2 di Bankitalia – che richiede un rapido e deciso programma di dismissioni». Per quanto riguarda il valore delle partecipazioni detenute dallo Stato in società quotate, queste sono state valutate pari all’1% del Pil.
i dubbi. L’annuncio del rinvio (dal 2015 al 2016) del raggiungimento del pareggio strutturale di bilancio richiede una votazione a maggioranza assoluta in Parlamento e una valutazione supplementare da Bruxelles.
I dubbi di Signorini si concentrano sugli obiettivi di risparmio attesi dalla riduzione della spesa pubblico : «Nel 2015 neppure i massimi livelli di risparmio ipotizzati dalla spending review sarebbero sufficienti a conseguire gli obiettivi prefissati». Da soli, infatti, non basterebbero a finanziare lo sgravio dell’Irpef (gli 80 euro in busta paga) e gli altri esborsi già previsti, evitando l’utilizzo della clausola di salvaguardia (aumento delle tasse).
Secondo il vice direttore di Bankitalia, in sintesi: «È necessario che i risparmi nella spesa vengano effettivamente realizzati e siano strutturali (cioè ripetuti di anno in anno). Fondamentale anche l’attuazione delle riforme annunciate per dare uno stimolo all’economia».  La riduzione delle stime sulla crescita del Pil per il 2014 (da +1,1% a +0,8%) è dovuta anche alla realizzazione solo parziale delle riforme varate negli ultimi due esecutivi.
A livello mondiale, la crescita attesa è pari al 3,6%, quella dei Paesi avanzati del 2,2%.
g.s.

Hypo Alpe Adria Bank: “manipolazioni locali” la sede centrale esclude altri coinvolgimenti

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 21:52

la casa madre per il caso dei leasing “gonfiati, scagiona il cda, ma non l’amministratore

« Ammonta a circa 94 milioni di euro, pari al 95% del totale,  il rimborso versato alla clientela danneggiata da Hypo Alpe-Adria-Bank Spa e Hypo Alpe-Adria-Leasing dalle manipolazioni fraudolente», è quanto ha dichiarato in una nota la banca austriaca, precisando che tali operazioni: «Sono state presumibilmente messe in atto dall’ex amministratore delegato (l’udinese Lorenzo Di Tommaso, ndr),  dimessosi nel marzo 2013. Le azioni illecite erano state scoperte un anno fa dal CdA guidato da Johannes Proksch e Rainer Sichert». Lo ha reso noto la casa madre austriaca, Hypo Alpe-Adria-Bank International
In sintesi, l’intero capitale indebitamente percepito è stato rimborsato, sono in ultimazione i rimborsi degli interessi compensatori.
«Le manipolazioni scoperte all’epoca – aggiunge la nota – hanno comportato modifiche sistematiche ai tassi di indicizzazione dei singoli contratti di leasing, con aumenti degli interessi a debito o calo degli interessi a credito della clientela».
Nelle loro relazioni gli esperti dell’istituto sono arrivati alla conclusione che per il CdA e l’Organo di controllo: «Le manipolazioni non erano riconoscibili dalla reportistica di Hypo Alpe-Adria-Bank e che i reclami della clientela nonchè gli impatti sulla situazione reddituale erano celati in maniera attiva dalle persone responsabili in Hypo-Alpe -Adria- Bank. Il chiarimento  dei fatti continua a essere assoluta priorità degli organi aziendali ».
È stata inoltre avviata una ulteriore verifica documentale di tutti i contratti di leasing che sarà completata entro l’estate; risulta, infine,  intensificata la preparazione per eventuali nuove azioni legali.

Esplode la Cig in deroga

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 21:51

assunzioni stabili, licenziamenti no

Nei primi due mesi dell’anno il mercato del lavoro nella provincia di Udine è stato caratterizzato da un aumento dei licenziamenti e da un livello stabile di assunzioni.
È quanto emerge dall’ultimo rapporto presentato dall’Osservatorio Lavoro della Provincia, confrontato con lo stesso periodo del 2013.
In particolare, le nuove assunzione nel bimestre gennaio-febbraio di questo anno sono stati 12.724, poco più di un anno fa (12.700), rispetto a due anni fa, però,  il calo diventa evidente: -12% (14.466). Sul fronte delle cessazioni dei rapporti di lavoro, invece, l’incremento è significativo, pari a 415 unità (da 9.203 a 9.618), un incremento del 4,5%. Ancora ampiamente positiva la differenza tra assunzioni e licenziamenti, con un saldo occupazionale di 3.106 unità. Un risultato però che, confrontato con quello degli anni precedente, risulta uno dei peggiori in assoluto. Nel 2013, infatti, il saldo era di 3.497 unità, nel 2012 di 3.722 e nel 2011 addirittura di 4.918.
Il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, ammette: «Non sono dati incoraggianti, una conferma delle previsioni che indicano il 2014 il settimo anno della crisi. L’economia locale ha bisogno di investimenti pubblici per consentire agli enti locali di investire risorse senza vincoli stringenti».
Sul fronte del rilancio dei settori produttivi, Fontanini aggiunge: «Urgono azioni per rendere più competitivi i nostri prodotti svalutando l’euro».
Tra i lavoratori licenziati, le donne risultano le più colpite: erano 5.242 nel bimestre 2013, un anno dopo sono aumentate a 5.530. Le fasce di età più “falciate” sono quelle dai 41 ai 50 anni. In termini settoriali, invece, l’industria è quello più colpito con un aumento delle cessazioni di 772 unità  (da 2.085 a 2.857):  Una nota positiva, infine, per i settori delle costruzioni e dei servizi, con una diminuzione delle cessazioni rispettivamente di 48 e 371 unità.
Distinguendo per tipologia dei contratti, le cessazioni aumentano maggiormente per i rapporti a tempo indeterminato: da 2.193 del primo bimestre 2013 alle 2.535 del 2014 (+342 unità), più contenuto (+66 unità) l’aumento delle cessazioni per i contratti a tempo determinato.
Risultano 2,9  milioni le ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga) autorizzate nel bimestre gennaio-febbraio 2014, +168% rispetto allo stesso periodo del 2013 (1,084 milioni di ore). Aumentata a dismisura (+1.166,3%) la cassa in deroga: da 38 mila 989 ore a 493.731. La cassa integrazione per gli impiegati cresce di più rispetto a quella degli operai: +200% a fronte del +158,2%.

L’Ideal Standard di Orcenigo varie ipotesi di cooperazione

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 21:50

Spiragli importanti si aprono per la delicata vicenda dello stabilimento dell’Ideal Standard di Orcenigo di Pordenone: dopo il ritiro della cordata internazionale di imprenditori, la soluzione cooperativa si consolida in due diverse direzioni, una locale e una nazionale.
la trasformazione. A margine della presentazione del volume sulla tesi di laurea di Sandro Pertini, il presidente di Legacoop Fvg Enzo Gasparutti ha dichiarato: «La trasformazione dell’Ideal Standard di Orcenico in cooperativa può essere un progetto importante, ma dobbiamo verificare due condizioni: che i lavoratori ne siamo veramente convinti e che esistano nel condizioni di mercato per i prodotti di questa azienda».
Sulla possibilità che lo stabilimento con i suoi 450 dipendenti trovi una via di salvezza nella trasformazione in società cooperativa, lo stesso Gasparutti ha aggiunto: «I lavoratori stessi sono i protagonisti di un cambiamento di questo genere, che può avere successo come è accaduto ad esempio per l’impresa AussaMetal di San Giorgio di Nogaro».
Il vice presidente nazionale di Legacoop, Giorgio Bertinelli, sullo stesso argomento ha precisato: «A patto che siano verificate alcune condizioni, il progetto di trasformazione di un’impresa in crisi in una cooperativa è fattibile e può avere successo».
la regione. Il presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani, ha annunciato che il governo ha inserito la Ideal Standard in una “lista speciale”, circa una decina di aziende per le quali verrà chiesta l’erogazione della Cigs. Al tavolo presso il Ministero dell’economia erano presenti i sindacati, l’azienda e Giampiero Castano, responsabile dell’Unità gestione vertenze del Mise. «Questa decisione – ha precisato la Serracchiani – è importante perchè scongiura l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo».
l’acquisizione. A margine del tavolo di ieri a Roma, si sono svolti i primi incontri con i rappresentanti dei fondi cooperativi, che stanno accertando l’ipotesi di un coinvolgimento dei lavoratori in forma cooperativa.
Il segretario regionale dei Cimici della Cisl, Franco Rizzo, ha annunciato una ulteriore possibilità: «Due società che operano nel mondo della cooperazione hanno manifestato il loro interesse per rilevare lo stabilimento friulano della multinazionale. Il contatto – ha aggiunto il sindacalista  – è avvenuto ieri al Ministero dell’economia e ci permette di dare corso alla richiesta di proroga della cig in deroga, in scadenza a fine aprile». Rizzo ha definito questa novità: «un importante spiraglio poichè da delle prospettive concrete per il futuro dell’unità produttiva».  Attesa per oggi una manifestazione di interesse esplicita da parte fondi cooperativi e la successiva verifica di un piano industriale per il rilancio dello stabilimento friulano.
g.s.

Prestiti in aumento record di sofferenze

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 21:48

I dati di marzo 2014 nel rapporto dell’abi

Con l’arrivo della primavera anche la crisi del credit crunch sembra trarne beneficio: a marzo i finanziamenti a famiglie e imprese erogati dalle banche sono arrivati a 1.850 miliardi di euro, superando di 126 miliardi di euro la raccolta da clientela, attestata (1.724 miliardi).
È quanto risulta dall’ultimo rapporto mensile Abi, che conferma il lieve recupero dei prestiti bancari. «A dare maggiore spinta – spiega il documento – sono i finanziamenti per l’acquisto di abitazione ed i finanziamenti erogati alle piccole imprese». Nel frattempo le sofferenze hanno toccato un nuovo record: 162 miliardi di euro a febbraio, dai 160,4 di gennaio. Le previsioni per aprile dell’Abi (outlook) indicano un ulteriore rallentamento del calo dei prestiti (da -3,4% a -3,2%). Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.850 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.434 miliardi di euro.  Abi sottolinea il deciso calo della raccolta delle obbligazioni: -8,3% a marzo (-46 miliardi), che penalizza l’erogazione di prestiti a medio e lungo termine. In lieve crescita i depositi (+1%).

Sale la disoccupazione in Europa

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 21:47

Le ultime rilevazioni dell’Istituto di statistica centrale europeo

A livello europeo, Eurostat conferma che il Mezzogiorno è saldamente in cima alla classifica della disoccupazione. La Calabria, in particolare, con il 22,2% di senza lavoro è al top contro una media nazionale del 12,2% ed europea del 10,8%.
Stesso discorso sul fronte della disoccupazione giovanile: 56,1%, contro una media europea del 23,4% , e del 40% italiana. Il triste primato per la disoccupazione di lunga durata resta al Sud: maglia nera alla Campania col 67,2%, contro una media Ue del 47,5% e quella nazionale del 56,4%.
All’estremo opposto, le Regioni europee col più basso tasso di disoccupati è tedesca: a Oberbayern, pari al 2,6%.  Per la disoccupazione giovanile, il livello più basso è ancora in Germania a Oberbayern e Tubinga (4,4%), quello più alto, in Spagna, a Ceuta (72,2%). In Ue il tasso più basso di disoccupazione di lunga durata si trova in Svezia, a Ovre Norrland (12,4%) ed il più alto in Slovacchia, nella regione di Vychodnè Slovensko (74,9%).
In Italia, il tasso di disoccupazione più basso se lo contendono la Provincia di Trento 6,6%; seguita da Veneto 7,6%; Friuli Venezia Giulia 7,7% e Lombardia 8,1%. Il tasso più alto, dopo la Calabria: in Campania 21,5%; Sicilia 21%; Puglia 19,8%; e Sardegna 17,5%. In termini generali, emerge un generale incremento del livello di disoccupazione rispetto all’anno precedente: Bolzano +0,3% (da 4,1% a 4,4%), a quelli più pesanti di Puglia +4,1% (da 15,7% a 19,8%); Molise +3,8% (da 12% a 15,8%) e Calabria +2,9% (da 19,3% a 22,2%).
Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, le situazioni più difficili, dopo quella della Calabria, si rilevano in Basilicata (55,1%); Sardegna (54,2%); Sicilia (53,8%); e Campania (51,7%).

Udinese, assente ingiustificata la Juve festeggia al Friuli

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 19:15

Schiacciati, annientati, senza essere mai in grado di reagire. L’Udinese soffoca in casa davanti alla capolista Juventus. Merito del valore degli avversari, sempre più vicini allo scudetto, ma anche demerito dei padroni di casa che non sono riusciti a rendersi pericolosi, finendo per soccombere ai colpi dei campioni della Vecchia Signora. In uno stadio praticamente juventino – sono circa tremila gli abbonati che ieri non si sono presentati sugli spalti -, la formazione di Francesco Guidolin ha subito due reti in dieci minuti tra il 16’ (prodezza di Giovinco) e il 26’ (rete di Llorente). Poi non è accaduto più nulla fino allo scadere. Alcuni elementi probabilmente non erano al top, alcuni meccanismi non hanno funzionato, ma contro il Napoli (si gioca sabato alle 15 nuovamente al Friuli) è obbligatorio cambiare passo. Il campionato di fatto non è ancora finito.
Formazioni. Recuperati gli infortunati Domizzi e Di Natale, Guidolin decide di inserire Yebda al posto dello squalificato Badu. In avanti confermatissimo Bruno Fernandes alle spalle del capitano bianconero Conte opta per Giovinco alle spalle di Llorente.
Cronaca. Primi dieci minuti di studio in cui non si segnalano azioni offensive. Il primo guizzo è di Bruno Fernandes che al 12’ parte in contropiede prova a servire Di Natale che anticipa il movimento, finisce in fuorigioco e quando rientra viene fermato dai difensori juventini. Al 16’ l’Udinese si fa beffare da Giovinco che prende palla e dal vertice alto dell’area friulana lascia partire un sinistro a girare che si infila alle spalle di Scuffet. Passano solo dieci minuti e la Juventus raddoppia: l’azione, ancora una volta, parte dai piedi di Giovinco, cross in area, un calciatore dell’Udinese rimane a terra, Rizzoli lascia proseguire e sulla respinta corta di Scuffet interviene Llorente che sigla il 2-0. Conte, che probabilmente sentiva particolarmente la partita, si lascia andare a un’esultanza fuori misura e fuori contesto. Il direttore di gara redarguisce il tecnico, che si riaccomoda in panchina. Intanto Bonucci, dalla panchina, dice qualche parola di troppo e viene ammonito: era diffidato e salterà la sfida di sabato contro il Bologna. Con il passare dei minuti cala il ritmo della partita: la Juventus si limita ad amministrare il doppio vantaggio, l’Udinese fa poco o nulla per cercare di riaprire l’incontro. Si arriva così all’intervallo. Nella ripresa, parte meglio l’Udinese che mostra un pizzico di aggressività in più ni primi minuti, ma non riesce mai a rendersi davvero pericolosa. Al 25’ Guidolin effettua la prima sostituzione dell’incontro: fuori un centrocampista, Yebda, dentro un attaccante Muriel. Nonostante il maggior peso in attacco i padroni di casa faticano ad avanzare. Al 30’ Conte richiama Lichsteiner e inserisce l’ex Isla. Lo svizzero tarda ad abbandonare il campo e si becca il giallo che, al pari di Bonucci, gli farà saltare il match pre-pasquale. Tre minuti dopo Guidolin toglie Di Natale per giocarsi la carta Nico Lopez. Ed è proprio nel finale che l’Udinese si accende. Mentre Giovinco e Llorente lasciano pazio a, rispettivamente, Vucinic e Osvaldo, l’Udinese va vicinissima al gol con Domizzi al 43’. Ancora più clamoroso è il palo colpito da Muriel in pieno recupero. Ma non è serata per i friulani, mentre per la Juventus lo scudetto è sempre più vicino.

Barbara Castellini

Sindacato Ugl: sottratti centinaia di migliaia di euro finiti forse nei conti del segretario generale

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 11:26
Questa mattina sono scattate  perquisizioni ordinate dalla procura di Roma nell’abitazione e nell’uffico di Giovanni Centrella che dal 2010  è segretario generale dell’Ugl, il sindacato di riferiemnto della destra italiana nato nel 1996 sulle ceneri del Cisnal. Secondo le risultanze delle indagini, centinaia di migliaia di euro sarebbero stati sottratti all’Ugl e finiti sui conti personali del segretario generale Giovanni Centrella e di sua moglie Patrizia Lepore. I due, insieme alla coordinatrice della segreteria generale Laura De Rosa, sono ora indagati per associazione a delinquere e appropriazione indebita aggravata. Sono questi infatti i reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Stefano Pesci nell’ambito di un’inchiesta sull’indebito utilizzo dei fondi dell’Unione generale del lavoro: fondi che sarebbero finiti a Centrella e consorte attraverso un serie di bonifici. A Cetrella  venne affidato il compito di prendere le redini dell’organizzazione dopo i quattro anni che dal 2006 al 2010 portarono Renata Polverini, figlia di un sindacalista Cisnal, alla poltrona di Governatrice della Regione Lazio.   Centrella, classe 1965, è nato in provincia di Avellino, durante la sua attività sindacale, si è occupato di diverse importanti vertenze: la sottoscrizione di tre rinnovi di contratti nazionali del settore metalmeccanico, di diversi contratti integrativi aziendali in Fiat, Finmeccanica, in aziende quali Alenia e AnsaldoBreda, Fincantieri, l’accordo sulla flessibilità dell’orario di lavoro nello stabilimento Fiat di Melfi. Dopo le dimissioni di Renata Polverini, il 29 maggio 2010 viene eletto all’unanimità segretario generale dal Consiglio Nazionale della UGL. La sua attività annovera la firma del protocollo d’intesa tra Confindustria e UGL-CISL-UIL-CGIL e le manifestazioni unitarie con CGIL-CISL-UIL. Il 31 marzo 2012 viene rieletto segretario generale dal terzo congresso della UGL. .Ora il pesante guai giudiziario nato, pare, da alcune denunce.   Il Nucleo valutario della Finanza, guidato dal generale Giuseppe Bottillo, ha setacciato per ore gli uffici e le abitazioni di Centrella e De Rosa, sequestrando documenti che saranno analizzati nei prossimi giorni.

Mipaaf: Presentato #Campolibero, piano di azioni per l'agroalimentare

Contributi FVG - Mar, 04/15/2014 - 08:14
Presentato un piano di azioni per l'agroalimentare italiano: Qui le prime 18 azioni che saranno presentate: Competitività e Lavoro - Mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani under 40  - Incentivi all'assunzione di giovani (sgravio di un terzo della retribuzione lorda) - Stabilizzazione ed emersione dei rapporti di lavoro (contratto agricolo stabile) - Credito d'imposta per e-commerce  - Credito d'imposta per piattaforme distributive all'estero  - Termine per...

Ancora disagi sulle ferrovie, cresce la protesta dei pendolari: “La Regione multi Trenitalia”

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 05:00

Ancora una soppressione, ieri mattina, del treno regionale Tarvisio – Udine. L’ennesima, sulla linea 15, in un periodo infuocato per le ferrovie regionali, già messe alla prova da un crescendo di disagi e ritardi causati dall’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato. La pazienza dei pendolari è al limite e ieri, il Comitato dell’Alto Friuli ha inviato una nuova segnalazione di protesta all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Mariagrazia Santoro.

«É stato soppresso il regionale da Tarvisio a Udine e sostituito con bus. Bus peraltro partito da Carnia alle 7.05 e utilizzato solo da 3 persone, visto che gran parte degli utenti visti i tempi di percorrenza ha preferito attendere il treno successivo. É inutile sottolineare che questi continui disagi stiano mettendo a dura prova la pazienza dei pendolari, ormai esasperati e quasi rassegnati» scrive il Comitato all’assessore regionale. «La vergognosa vicenda della sospensione del R. 6023, treno soppresso per un mese senza che sia stata data alcuna preventiva informativa all’utenza, è l’esempio più lampante di quale sia oggi l’atteggiamento di Trenitalia verso la sua clientela».

Ecco perché serve, sebbene la lettera «dai toni appropriati» che l’ assessore aveva già inviato alla concessionaria sia piaciuta ai pendolari, una ulteriore e «dura presa di posizione della Regione nei confronti dei vertici di Trenitalia. Le giustificazioni dei lavori e del cantiere di Ugovizza sono paradossali, visto che dai nostri monitoraggi è facilmente desumibile che i disagi trovino origine altrove». I problemi sarebbero, a detta dei viaggiatori, «legati soprattutto all’utilizzo di materiale rotabile inadeguato e a una programmazione dell’ orario cadenzato lungo una linea che presenta molte criticità di circolazione». Basti pensare che tra Udine e Cervignano c’è un solo binario, «con scarse possibilità di incrocio e sezioni di blocco troppo lunghe». «Non c’è pertanto da stupirsi che in questa situazione il peggioramento del servizio sia causato dall’errata scelta dell’orario cadenzato, il quale ha previsto un aumento del numero dei treni in circolazione lungo il tratto basso della linea». Un cadenzamento che sulla linea 15 potrebbe anche essere «un’idea positiva», ma «sotto il profilo pratico i benefici per i viaggiatori sono stati ben pochi rispetto ai disagi patiti» scrive il Comitato.

Insomma, tocca ora alla Regione puntare i piedi e bacchettare il gestore, fanno notare i pendolari nella mail inviata all’assessore. Come? Multandolo per i disagi arrecati: «Auspichiamo una dura presa di posizione nei confronti di Trenitalia e RFI, considerato l’obbligo della Regione stessa a vigilare e controllare l’operato di FS. Riteniamo impossibile che Trenitalia si faccia pagare 40 milioni l’anno e in anticipo al 90 per cento e al contempo si permetta di fare il bello e il cattivo tempo, offrendo un servizio imbarazzante. Servono correttivi d’orario perché così non è possibile continuare».

La sfida delle Riforme: la Specialità non si tocca. Emendamenti di Fvg, Val D’Aosta, Trento e Bolzano

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 04:00

Continua il dialogo delle Regioni sulle riforme istituzionali del Governo Renzi: in vista dell’iter parlamentare della riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione che prenderà il via quest’oggi in Commissione, ieri il ministro Maria Elena Boschi ha incontrato i rappresentanti delle assemblee elettive del Paese, nel corso di una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. Il tempo stringe e se, come ha detto il ministro, si vuole rispettare la tabella di marcia che fissa al 25 maggio la lettura del ddl, bisognerà mettere tutti d’accordo.Giunte e Consigli regionali hanno già inviato i propri emendamential Governo: lo hanno fatto in modo congiunto Fvg e Val D’Aosta, con le Province Autonome di Trento e Bolzano che hanno concordato due emendamenti secondo cui l’adeguamento degli Statuti speciali deve avvenire «previa intesa» per qualsiasi tipo di modifica e senza alcun automatismo normativo. Perché le Speciali non si toccano. E occorre rafforzare il ruolo delle autonomie nel nuovo Senato, oltre che ridefinire le competenze Stato Regioni attraverso una legge bicamerale. Sono queste infatti le richieste ribadite ieri anche dalla presidente del Fvg Debora Serracchiani, dal vice Bolzonello, e dal presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop. L’emendamento delle speciali prevede anche che «l’esercizio della funzione legislativa e amministrativa in materie o funzioni di competenza esclusiva statale, per le Regioni a Statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano possono essere delegate, anche su richiesta delle stesse, previa intesa, con norme di attuazione, secondo le previsioni dei rispettivi Statuti». Dunque le Autonomie  potrebbero, sempre attraverso l’intesa preventiva, assumere nuove potestà legislative anche in settori oggi di competenza esclusiva dello Stato. Serracchiani, commentando la consegna dei due emendamenti ha parlato di «risultati concreti», perché «il Friuli Venezia Giulia sta dialogando in modo proficuo con il Governo, dimostrando con argomenti chiari e convincenti che le nostre competenze legislative fondano su ragioni tuttora molto solide, che giustificano la tutela formale e sostanziale della specialità – ha detto -. Abbiamo chiesto al Governo e al Parlamento di far propria questa visione, seguendo con coraggio la strada al federalismo, soprattutto laddove è stato sperimentato che le Autonomie hanno saputo essere virtuose, anche prendendo l’iniziativa di fare le riforme cominciando da se stesse». Per questo non si retrocede su un’’autonomia che «non è negoziabile e non lo sono le forme e le condizioni particolari delle Regioni a Statuto speciale» ha avvertito Iacop a Roma. Ecco che dunque nelle relazioni tra Stato e Regione il modello da perseguire è quello «collaborativo e consensualistico, anche nell’intento di evitare che incrinature della specialità e non a scapito delle altre autoomie» ha affermato Bolzonello ricordando che «la differenziazione delle competenze è un elemento che può assecondare le legittime aspirazioni di maggior autonomia che provengono da diverse parti del Paese». Anche perché è bene non dimenticare nemmeno che «alcune manovre di finanza pubblica adottate dallo Stato centrale hanno comportato per la nostra Regione una pesantissima riduzione delle entrate di natura tributaria, ad invarianza delle funzioni e dei compiti assegnai per Statuto». Non ci sarà dunque riforma condivisa sul Titolo V se non a due condizioni: «La clausola di salvaguardia della specialità, e la garanzia della specialità finanziaria, aggiungendo un comma all’articolo 116». «Oggi le Regioni speciali sono viste ancora più negativamente rispetto a quelle ordinarie – ha aggiunto Alessandro Colautti, in rappresentanza dei capigruppo del consiglio Fvg – ma non dobbiamo dimenticare che il Fvg è invece già pronto alla sfida delle riforme e lo ha dimostrato procedendo in anticipo rispetto a tutti sui tagli ai costi della politica». «Le Regioni, a partire dalle speciali, non si sottraggono alla sfida delle riforme, ma chiedono di sedere al tavolo con pari dignità» commenta anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Cristiano Shaurli, a margine dell’incontro. «Siamo convinti che termini come regionalismo e federalismo solidale sono quanto mai attuali – aggiunge Shaurli – e che qualsiasi tentativo neocentralista rischierebbe di minare l’unità nazionale che tutti vogliamo».

Tpl, gare per l’affidamento, confronto Regione sindacati

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 04:00

Il bando per il rinnovo dell’affidamento del trasporto pubblico locale in Fvg, secondo quanto deciso dalla Giunta, prevede due distinte gare, una per il trasporto su gomma e marittimo, l’altra per il trasporto ferroviario. A partire dal 1° gennaio 2015, quindi, questi servizi potrebbero essere svolti da aziende diverse dalle attuali. Questo l’oggetto dell’incontro tra l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti Maria Grazia Santoro e le segreterie regionali dei sindacati di categoria.

«Si tratta di un passaggio cruciale per la mobilità delle persone in Fvg, con un’enorme rilevanza sul piano economico e sociale» evidenzia la Cgil in una nota. L’affidamento della parte gomma e marittima, al centro dell’incontro, prevede una durata di dieci anni e uno stanziamento finanziario di 130 milioni l’anno. Nell’illustrare le linee guida del bando, in corso di elaborazione, l’assessore Santoro ha confermato la presenza delle clausole sociali e contrattuali previste dalla legge regionale 23 del 2007 e l’ intenzione di ridurre al minimo i sub affidi. La Filt-Cgil, da parte sua, ha sottolineato l’esigenza di consolidare e rafforzare il trasporto pubblico, anche in un contesto di limitate risorse economiche. In quest’ottica è stato chiesto indicizzare gli stanziamenti previsti negli anni di affidamento, e di garantire che le quote azionarie delle società di gestione attualmente in mano alle Province restino in mano pubblica una volta che tali enti saranno superati e cancellati.

Il Fvg, in ogni caso, arriva alle gare forte di un quadro generale già fortemente riorganizzato e razionalizzato rispetto a quello di altre regioni, grazie anche al contributo del sindacato e dei lavoratori: i costi sono più che sostenibili e i lavoratori del settore, 1.700 circa, in regione, hanno livelli di produttività molto elevati: esistono pertanto tutte la condizioni perché siano tutelati dal punto di vista occupazionale, dei diritti e del reddito.

Qualità e sicurezza, la nuova sanità in Fvg

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 03:00

Garantire ai cittadini risposte adeguate ai bisogni di salute, con servizi di qualità e in sicurezza, senza disomogeneità geografiche ed evitando sprechi con maggiore prevenzione. Questo, in un quadro si potenziamento della sanità, a partire dal rafforzamento della medicina generale, assicurando per le patologie più complesse una presa in carico integrata, con continuità delle cure nel percorso sanitario e assistenziale. E’ la filosofia della riforma sanitaria che la Regione sta per definire.A illustrare i capisaldi della futura riforma sono state la presidente delle Regione, Debora Serracchiani, e l’assessore alla salute, Maria Sandra Telesca, intervenute nel corso di una serata dedicata al tema. Il progetto, già definito, di riorganizzazione dei servizi sanitari nel presidio ospedaliero maniaghese, potrebbe essere avviato già dal prossimo mese di maggio e rappresentare un modello di gestione della salute valido per tutto il Friuli Venezia Giulia.

Per Serracchiani e Telesca c’è “l’esigenza di una revisione della rete ospedaliera, oggi ancora variegata e frammentata, che è già partita con la riorganizzazione della rete dell’emergenza, con la centrale unica del 118″. Dieci gruppi di lavoro, specializzati nelle diverse aree, stanno modellando una riforma i cui dettagli saranno illustrati giovedì alla competente commissione del Consiglio regionale, con un programma che prevede la presentazione di una bozza di disegno di legge entro il prossimo luglio.

“Siamo partiti dai bisogni, dalla richiesta che proviene dai cittadini – ha detto Serracchiani – ricordando che l’ultima riforma è di vent’anni fa e da allora la società è profondamente cambiata”. Da qui la volontà di rafforzare i servizi sul territorio, concentrando il trattamento delle patologie acute in ospedali di riferimento di eccellenza, dotati di tecnologie avanzate e di quelle professionalità indispensabili per intervenire in tutta sicurezza. Nodo della riforma sarà il rafforzamento del ruolo del medico di medicina generale, primo punto di riferimento per i cittadini. La sanità, inoltre, “non sarà più di questa o quella azienda, ma “regionale”, vicina alla gente. Il che non significa – ha precisato la presidente – chiudere l’ospedale di Maniago, ma riqualificarlo,trasformandolo in ospedale di prossimità”. Non chiudere il pronto soccorso ma avere un punto di primo intervento dalle 8 alle 20, un’ambulanza con medico di notte, con collegamento funzionale con il vicino ospedale di Spilimbergo e quelli di Pordenone e Udine. E mantenere tutti gli ambulatori di specialità e attivare, in uno specifico “progetto montagna” , servizi di comunità.

Per Telesca, “qui ci sono le condizioni per sperimentare quella sanità territoriale che vogliamo”.

 

Redditi dei parlamentari, mancano all’appello alcuni onorevoli del Fvg

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 03:00

Nel lungo elenco delle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari riferite al 2012 e pubblicate ieri, mancano all’appello quelle di diversi deputati friulani, che non le hanno rese note. Non figura quanto guadagnano alla Camera Serena Pellegrino di Sinistra Ecologia e Libertà, Paolo Coppola del Pd, Giorgio Zanin e nemmeno Massimiliano Fedriga  della Lega Nord. Nell’elenco del Senato non si trova l’ammontare del 2012 di Francesco Russo e neanche di Lodovico Sonego, entrambi del Pd, così come nemmeno Bernabò Bocca, Forza Italia.Tra i “virtuosi” che hanno comunicato il guadagno, spiccano Walter Rizzetto, con 109 mila euro, la  triestina Sandra Savino (Forza Italia), con oltre  163mila euro  e Giorgio Brandolin, ex consigliere regionale Pd, che raggiunge quota 156mila euro. Ci sono poi tra gli altri il triestino del M5S Aris Prodani con un lordo di circa  27 mila euro, e la parlamentare udinese del Pd Gianna Malisani con 36 mila euro.

Debito pubblico: il solito record l’aumento dei prezzi è ai minimi

IlQuotidianoFVG - Mar, 04/15/2014 - 01:11

bankitalia.La Banca centrale ha annunciato lo sforamento a febbraio di quota 2.100

Non conosce soste la crescita del debito pubblico che ha sfondato quota 2.100 miliardi a febbraio. Sul fronte dell’inflazione, al contrario, l’aumento dei prezzi al consumo è ai minimi storici.
debito pubblico. Bankitalia certifica che il debito delle p.a. è aumentato a febbraio di 17,5 miliardi, raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.107,2 miliardi. L’istituto centrale ha precisato che l’incremento deriva per 10,7 miliardi il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche e per 6,8 miliardi l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (passate da 49,6 mld di febbraio 2013 agli attuali 64,8 mld).
In particolare il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 19,0 miliardi, quello delle amministrazioni locali è diminuito di 1,5 miliardi e quello degli enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.
inflazione. Anche a marzo l’aumento dei prezzi  ha continuato a rallentare: l’indice nazionale dei prezzi al consumo per la collettività (Nic), compresi i tabacchi, è cresciuto a marzo dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,4% rispetto a un anno fa. Si tratta di minimi dall’ottobre 2009. Considerando il paniere dei beni di più frequente acquisto (carrello della spesa), i prezzi sono scesi su base mensile (-0,2%) e cresciuti  su base annua (+0,4%), anche se il dato risulta in calo rispetto a febbraio (+0,5%).
Lo spettro della deflazione (calo dei prezzi) risulta sempre più consistente e reale e rischia di portare il paese in una spirale negativa: postiticipo continuo delle spese con conseguente riduzione dei consumi, calo dei prezzi, … a danno della ripresa economica.
Secondo l’Istat, questi ultimi risultati sono imputabili alla flessione, su base annua, dei prezzi dei beni energetici e degli alimentari non lavorati. L’inflazione di fondo (ottenuta escludendo dal paniere i beni energetici e gli alimentari freschi) è scesa dal + 1% di febbraio a +0.9%.

News dal Fvg

IlQuotidianoFVG - Lun, 04/14/2014 - 21:15

Ideal Standard
 Friulia a sostegno della cooperativa
La prospettiva di una cooperativa per continuare la produzione dell’Ideal Standard in Friuli: «Può avere sbocchi concreti solo sulla base della preliminare condizione che la cooperativa sia esplicitamente chiesta e voluta dai lavoratori e che Friulia intervenga come significativo socio sovventore». Lo ha affermato il senatore Lodovico Sonego (Pd), al termine di un incontro con le Rsu dell’azienda. In vista della scadenza della cassa in deroga, Sonego ha ricordato che sosterrà in Parlamento le soluzioni per Orcenico, aggiungendo: «La Regione si dovrà poi attivare per ricollocare i 250 lavoratori che non sceglieranno di aderire alla eventuale cooperativa».

I distretti
Comet e la Sedia in audizione a Udine
I vertici delle Asdi della sedia e della componentistica della termo elettronica (Comet) sono stati ascoltati ieri in Consiglio regionale nella sede di Udine. L’Asdi della sedia, unica spa tra i Distretti, basa la propria attività sui fondi guadagnati attraverso i servizi offerti alle aziende per formazione, comunicazione, aggregazione e internazionalizzazione, oltre ai servizi di certificazione. Positivi i numeri nel 2013: il fatturato è salito del 2,18%, l’occupazione è aumentata di 8 unità (1039). Bilancio positivo anche per l’Agenzia vista come azienda, che non percepisce fondi pubblici e ha prodotto con i propri servizi un fatturato di 280.000 euro. L’Asdi Comet ha competenza su 25 comuni tra Pordenone e Udine (oltre 1.300 imprese), opera prevalentemente sull’innovazione del processo di produzione, seguendo i bisogni che emergono dalle imprese, puntando sulla creazione di sinergie. Certificazione, digitalizzazione, comunicazione, efficientamento energetico, innovazione e internazionalizzazione, sono alcuni dei campi in cui agisce.

La legge di rappresentanza la Cisl la promuove in pieno

IlQuotidianoFVG - Lun, 04/14/2014 - 21:14

Petriccioli: finalmente regole certe e uguali per tutti

Dopo il secco “no” dei metalmeccanici friulani aderenti alla Fiom – Cgil all’accordo sulla rappresentanza, sottoscritto della principali organizzazioni sindacali, ieri i vertici regionali della Cisl hanno bilanciato il risultato, registrando una promozione a “pieni voti”.
Nell’incontro di ieri nella sede di Monfalcone, la Cisl regionale ha riunito le categorie spiegando loro le novità introdotte dalla legge e la sua applicazione pratica nei luoghi di lavoro. Lo stesso segretario nazionale, Maurizio Petriccioli, ha spiegato ai presenti gli aspetti positivi dell’accordo sottoscritto: «Da un sistema di relazioni sindacali “da ristorante”, finalmente siamo riusciti a scrivere una pagina con regole chiare, certe per tutti e aperte sul versante della partecipazione».
Secondo i vertici del partito, dunque, il tentativo politico di cambiare passo e di innovare il sistema di relazioni, sottolineato dall’accordo stesso, rappresenta una importantissima novità, soprattutto per quanto riguarda il sistema delle relazioni, «con comportamenti che devono essere chiari, esigibili e, per la prima volta, anche sanzionabili».
Secondo Petriccioli: «Abbiamo finalmente definito in modo chiaro chi fa cosa e chi conta, attraverso regole valide per tutti e non interpretabili come qualcuno ha fatto in passato».
La legge di rappresentanza, non rappresenta un atto formale, ma di sostanza che tutti i lavoratori devono fare proprio.
«Anche Renzi – ha concluso il segretario nazionale – ha annunciato di volere stendere una legge sulla rappresentanza, noi l’abbiamo fatta. Adesso altri soggetti devono porsi questa domanda: qual’è la rappresentanza dei datori di lavoro oggi che molte aziende stanno chiuendo?».  g.s.

News dal mondo

IlQuotidianoFVG - Lun, 04/14/2014 - 21:14

Facebook
Il network bancario
Nel futuro del social network più famoso c’è anche la fornitura di servizi finanziari. Tra poche settimane dovrebbe arrivare l’autorizzazione dall’Irlanda per la fornitura di servizi di depositi virtuale di denaro. I profili, infatti, potrebbero trasformarsi in una sorta di porfafoglio elettronico gestibile via internet attraverso i quali scambiare flussi di denaro o fare pagamenti diretti. In corso intense trattative con 3 aziende londinesi che offrono servizi di trasferimento di denaro online e via smartphone: TransferWise, Moni Technologies e Azimo. Con questa mossa Facebook tenta di rintuzzare l’agguerrita concorrenza (Google, Alibaba, Vodafone, ecc.) per i pagamenti “mobile”.
Altroconsumo
Class action contro gli scoperti di conto
La commissione di massimo scoperto è stata abolita per legge nel 2009, ma molte banche, inclusa Banca Intesa, l’hanno reintrodotta… rinominandola: “commissione per scoperto di conto”. Il Tribunale di Torino ha confermato che questa clausola è nulla e che nessuna commissione poteva essere richiesta ai consumatori in questi casi. «La commissione illegittimamente addebitata deve essere restituita ai correntisti», così l’associazione Altroconsumo annuncia la decisione del Tribunale in merito a una class action promossa in nome di 104 consumatori, contro Ca’ de Sass, che aveva fatto pagare una commissione ai correntisti che sono andati “in rosso” sul proprio conto corrente.

Peugeot
Rilancio bocciato
Gli investitori hanno bocciato “Back in the Race” la strategia di rilancio di Peugeot-Citroen che, dopo aver accumulato perdite per 7,2 miliardi di euro negli scorsi due anni, sta trattando l’ingresso nel suo capitale dello Stato francese e del produttore di auto cinese Dongfeng, già partner della rivale Renault. Il titolo alla Borsa di Parigi è franato.

Roma è una delle capitali più convenienti la magia del Colosseo a prezzo scontato

IlQuotidianoFVG - Lun, 04/14/2014 - 21:13

 I risultati emersi dall’osservatorio dei prezzi hrs sul turismo: sidney la più cara

L’Italia resta il Paese della vacanze a buon mercato, nonostante un aumento medio dei prezzi degli hotel del 3,7%. È quanto emerge della nuova edizione del Price Radar dell’Osservatorio Hrs sul turismo e il business Travel. Il documento analizza i medi degli alberghi di tutto il mondo nei primi tre mesi del 2014. In cima alla classifica delle località più costose, troviamo  Sydney con tariffe medie pari a 173 euro a notte (-12,62% rispetto ai primi tre mesi del 2013), seguita da New York che perde la palma di più cara con una media per notte di 152,52 euro (-1,32%). Decisamente più economiche, nel confronto con le principali capitali e mete turistiche internazionali, Milano e Roma, che si collocano rispettivamente al 22° e 25° posto con un costo medio di 108,49 (+11,19% rispetto ai primi tre mesi del 2013) e 87,92 euro a notte (+5,44%).
Ritornando in cima alla classifica, la medaglia di bronzo è andata ad un altra megalopoli americana: Los Angeles con 148,48 euro (+8,76%). Londra, quinta, è la città che ha fatto registrare l’aumento dei prezzi più cospicuo con un +13,39%. Crollano invece, dopo gli aumenti degli scorsi anni, i prezzi di Toronto (-11,19%), Hong Kong (-8,03%) e Oslo (-7,24%).
Analizzando i prezzi delle 10 città italiane per numero di visitatori, Milano risulta la più costosa un aumento dei prezzi dell’11,19%, si piazza al primo posto con 108,49 euro a notte. A seguire Bolzano (107,81 euro con prezzi stabili) e Venezia con (102,44 euro e un aumento del 5,59%). Roma si conferma una delle capitali più appetibili al mondo. Dormire all’ombra del Colosseo costa solo 87,92 euro (+5,44% rispetto allo stesso periodo del 2013). La palma della più economica spetta a Napoli (76,08 euro), seguita da Torino (80,60 euro) e Bologna (82,74 euro).

Pagine

Abbonamento a FriulIN Business Network aggregatore - Novità dai siti amici